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Funzionario del ministero pestato a Termini, sei persone arrestate: si indaga per tentato omicidio

Pubblicato: 16/02/2026 15:25

La morsa della giustizia si stringe attorno al branco che, nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, ha trasformato la zona di Termini in un teatro di inaudita violenza. Altri due tasselli si aggiungono al mosaico degli arresti per il brutale pestaggio ai danni di un funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ridotto in fin di vita davanti allo scalo ferroviario romano. Si tratta di due diciannovenni di origine tunisina, sui quali pende l’accusa pesantissima di tentato omicidio. Per entrambi, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere, eseguita dagli uomini della Squadra Mobile.

La caccia all’uomo, coordinata con precisione da Roberto Pititto, ha portato gli inquirenti ben oltre i confini della Capitale. Uno dei due giovani è stato infatti rintracciato a Perugia, grazie alla collaborazione con i colleghi umbri, mentre l’altro si trovava già ristretto nel carcere di Rebibbia per reati precedenti. Sabato 14 febbraio, per entrambi si sono spalancate le porte di Regina Coeli, portando così a sei il numero totale dei responsabili finiti in manette per quella notte di follia in piazza dei Cinquecento.

Uno scambio di persona dietro il massacro

Il quadro che emerge dalle indagini è agghiacciante: non una rapina finita male, ma un assurdo e tragico scambio di persona. Il funzionario di 56 anni è stato preso di mira per errore da un gruppo di giovanissimi che lo ha colpito ripetutamente con calci e pugni, lasciandolo a terra con fratture multiple al viso, alla mandibola e al naso. Gli ultimi due arrestati si uniscono a un manipolo di volti già noti alle cronache: Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady e Moslem Othmen, bloccati subito dopo l’aggressione, e la coppia formata da Mahmoudi Oussama e Basem Bezzana, intercettati nei pressi della metro Garbatella.

Nonostante la massiccia presenza dell’esercito e delle forze dell’ordine, la sicurezza intorno allo snodo di Termini resta un nervo scoperto per la città. Le cronache locali continuano a registrare episodi inquietanti, non ultimo il furto del cellulare subito dalla nota criminologa Roberta Bruzzone, poi fortunatamente rintracciato. Per i sei indagati, tutti gravati da precedenti per furto, rapina e resistenza, la sfida allo Stato si sposta ora nelle aule di tribunale, dove dovranno rispondere di un’azione che ha quasi strappato la vita a un servitore delle istituzioni.

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Ultimo Aggiornamento: 16/02/2026 15:26

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