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Addio a un pezzo di storia della musica italiana, al fianco dei più grandi

Pubblicato: 17/02/2026 22:35

È morto a 65 anni Vincenzo D’Agostino, popolare paroliere italiano noto soprattutto per le canzoni scritte per Gigi D’Alessio. Era malato da tempo, ma a causarne la scomparsa è stato un arresto cardiaco. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, un’intervista andata in onda nel programma Confidential dedicata agli esordi di D’Alessio.

D’Agostino ha firmato migliaia di brani tra il 1991 e il 2005, in un sodalizio artistico che ha segnato profondamente la carriera di D’Alessio e una fase importante della musica napoletana. La sua scrittura, intensa e popolare, ha contribuito a costruire il repertorio di uno degli artisti più amati del panorama neomelodico e pop italiano.

Non solo D’Alessio: nel corso della sua lunga carriera, D’Agostino ha collaborato con numerosi artisti, soprattutto campani. Tra questi Mario Merola, Nino D’Angelo, Sal Da Vinci e Anna Tatangelo, lasciando un segno significativo nella produzione musicale del Sud Italia.

Tra i primi a confermare pubblicamente la notizia della scomparsa è stato proprio Gigi D’Alessio, che ha condiviso un post su Instagram. “Senza parole”, ha scritto il cantante, pubblicando una delle loro foto più recenti insieme. Il messaggio ha raccolto migliaia di commenti di cordoglio, anche da parte di artisti e colleghi del mondo della musica neomelodica napoletana.

La carriera di D’Agostino era iniziata nel mondo della discografia campana con brani scritti per Carmelo Zappulla. Nel 1992 aveva firmato per Nino D’Angelo la canzone “Proviamo ancora”, ma l’incontro con D’Alessio avrebbe cambiato definitivamente il suo percorso professionale.

Tra i brani simbolo del suo lavoro c’è “Cient’anne”, interpretato da D’Alessio insieme a Mario Merola, una collaborazione che univa due generazioni della canzone napoletana. Nel 2000 D’Agostino partecipa per la prima volta come autore al Festival di Sanremo con “Non dirgli mai”, cantata da D’Alessio: il brano diventa un grande successo e l’album viene certificato cinque volte disco di platino.

Il successo si ripete nel 2001 con “Tu che ne sai”, inserita in un album certificato sei volte disco di platino. Nel 2005 torna al Festival di Sanremo con due brani: “L’amore che non c’è” per D’Alessio e “Ragazza di periferia”, portata in gara da Anna Tatangelo, che ottiene un notevole riscontro di pubblico.

Negli anni successivi D’Agostino continua a scrivere, mantenendo un ruolo centrale nella scena musicale partenopea. L’ultimo grande successo porta la sua firma nel 2024 con “Rossetto e caffè”, inciso da Sal Da Vinci, brano che conferma la sua capacità di parlare a pubblici diversi con uno stile diretto e riconoscibile.

Con la morte di Vincenzo D’Agostino scompare una figura chiave della canzone napoletana contemporanea. Le sue parole hanno accompagnato intere generazioni, raccontando amori, passioni e storie quotidiane con un linguaggio semplice ma incisivo, destinato a restare nella memoria collettiva.

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