
La natura torna a fare paura nel Salento, trasformando una tranquilla serata costiera in un’emergenza che tiene col fiato sospeso l’intera comunità. Nella Marina di Torre Chianca, in provincia di Lecce, la situazione è precipitata drasticamente nella serata di ieri, quando il fiume Idume è uscito dai propri argini. Il corso d’acqua, che attraversa l’area protetta del parco naturale di Rauccio, ha rotto gli indugi riversandosi con violenza verso le zone abitate, sorprendendo i residenti che hanno lanciato l’allarme non appena l’acqua ha iniziato a lambire i propri ingressi.
Le immagini che arrivano dalla zona sono emblematiche di un territorio fragile e messo a dura prova: il livello dell’acqua, che è entrata in alcune abitazioni, ha raggiunto gli 80 centimetri, rendendo di fatto impossibile la permanenza nei piani terra e causando danni ingenti agli arredi e alle strutture. Un’esondazione che non è figlia solo della sfortuna, ma di una combinazione micidiale di fattori meteorologici e criticità strutturali mai risolte del tutto.
Maltempo e foce ostruita: le cause del disastro
Secondo i primi rilievi effettuati sul campo, a scatenare il caos sono state “le piogge intense e le mareggiate di questi giorni e delle ultime ore”, che hanno gonfiato il fiume oltre ogni limite di guardia. Tuttavia, il vero nodo critico è rappresentato dall’ostruzione della foce, un fenomeno che, purtroppo, “si ripete ciclicamente con le forti ondate di maltempo”. Il mare grosso ha letteralmente sbarrato la strada al fiume, creando un effetto tappo che ha spinto il flusso verso le case.
Attualmente, il cuore della Marina è un cantiere di soccorso a cielo aperto. Sul posto stanno operando senza sosta i vigili del fuoco e i tecnici comunali, impegnati nel monitoraggio degli edifici e nel supporto alla popolazione colpita. Per risolvere lo stallo idrico, è atteso l’arrivo imminente di una squadra della Protezione civile: l’obiettivo prioritario è quello di “aprire un canale artificiale e ripristinare il deflusso naturale delle acque” verso l’Adriatico, liberando così la foce dai detriti e dalla sabbia accumulati.


