Nella giornata di sabato 29 dicembre, a Napoli, una donna di 37 anni è stata picchiata selvaggiamente e umiliata dal compagno, con il quale conviveva da 5 anni. In particolare, l’uomo le ha messo il collare del cane attorno al collo, fino a causarle lo svenimento, attirando l’attenzione dei passanti.

Immediatamente, la donna, originaria dello Sri Lanka e in Italia da 10 anni, è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Cardarelli, in cui ancora oggi è ricoverata.

A distanza di qualche giorno, la donna ha trovato la forza per raccontare le terribili violenze subite.

Anni di violenze da parte del compagno: il racconto della donna

Quello di sabato pomeriggio non è stato l’unico episodio di violenza subito dalla donna: “Non ne potevo più. Dalle offese era passato alle mani. Mi prendeva a schiaffi ogni volta che aprivo bocca. Era geloso e possessivo”.

La 37enne, quindi, verbalizza anni e anni di insulti, minacce, botte e continue discussioni. Alla base di tutto, vi era la profonda e immotivata gelosia che il compagno nutriva nei suoi confronti: “Si innervosiva anche se salutavo un amico o un’amica e controllava i miei spostamenti, nonostante facessi una vita ritirata, casa e lavoro.

C’era sempre una ragione per arrabbiarsi con me”.

gradoni di chiara

Il luogo in cui è avvenuto l’ultimo episodio di violenza.

Prima le botte, poi, l’ultimo ricordo

Così, stanca delle continue vessazioni, la donna ha deciso di dire “basta”, fuggendo dall’uomo. Ha fatto i bagagli con lo stretto necessario, ha preso il cane ed è uscita da casa, con l’intento di aspettare un taxi e raggiungere un’amica. Ma poi, le terribili violenze.

Lui ha urlato il suo nome e lei, per la paura, non si è voltata: “Avevo capito che si sarebbe messa male per me.

Mi ha raggiunta velocemente e mi ha sferrato uno schiaffo fortissimo dietro la nuca. Allora, ho iniziato a correre. Lui, non contento, ha provato a prendermi a calci. Quando ho rallentato la corsa, ci è riuscito. Sono caduta a terra e, forse, ho battuto la testa”.

Il racconto, però, continua: “Ha strappato il collare del mio cane, che amo moltissimo e stavo portando via. Me l’ha infilato al collo, trascinandomi per tutti i gradoni di Chiaia, finchè i miei occhi si sono chiusi.

Diceva che ero di sua proprietà come un cane”. Infine, l’ultimo ricordo: “A un certo punto, non ricordo più nulla: ho in testa le urla della gente che inveiva contro di lui. Questa è l’ultima scena che mi è rimasta impressa prima di svenire”.

Salvata dai passanti

Proprio l’aiuto dei passanti ha consentito alla donna di salvarsi e chiudere definitivamente la relazione. Infatti, due agenti di Polizia, che al momento stavano pattugliando il varco della zona pedonale di Chiaia, hanno arrestato il maltrattante, sebbene lui negasse il fatto affermando: “Ma io non le ho fatto nulla.

L’ho presa a schiaffi per farla riprendere dallo shock. Le ho salvato la vita già 5 anni fa, accogliendola a casa nonostante aspettasse un bambino da un altro uomo”.

La vittima, invece, è stata soccorsa dai presenti, fino all’arrivo del 118, che l’ha trasportata all’ospedale Cardarello. Qui, le hanno diagnosticato traumi guaribili in 21 giorni.

Nella mattina del 2 gennaio, l’uomo è stato giudicato per direttissima e condannato a 1 anno e 4 mesi, sebbene attualmente la pena risulti essere sospesa.

La vittima mostra il cane, che, oggi, non è stato ancora ritrovato.