Mafia, Stato presenta il conto: chiesti 2 milioni ai Riina per spese carcerarie

Due milioni di euro. Sarebbe questa la cifra che la famiglia del boss di Cosa Nostra Totò Riina deve allo Stato per i costi del mantenimento in carcere del suo più celebre rappresentante. Salvatore, Totò, Riina, deceduto in carcere il 17 novembre 2017, ha trascorso in cella al 41bis 24 anni, dopo quasi altrettanti (23 per la precisione) di latitanza.

 Riina, arriva la cartella esattoriale per i famigliari

È questo il conto che lo Stato ha presentato alla famiglia del boss mafioso Totò Riina, due milioni di euro come risarcimento per le spese carcerarie sostenute.

La cartella esattoriale è stata notificata dalla Riscossione Sicilia ma pare ci sia il carcere di Parma, l’ultimo luogo di prigionia de l’U curtu, ad aver avviato la procedura di recupero del credito, attraverso il ministero della Giustizia.

A noi sembra una boutade – ha commentato l’avvocato Luca Cianferoni, legale della famiglia Riina – perché la legge esclude espressamente che il rimborso per le spese di mantenimento in carcere si estenda agli eredi del condannato. Perciò stiamo studiando bene la questione per vedere in che termini è“.

Cianferoni farebbe riferimento all’articolo 189 del codice penale che esclude l’obbligo di rimborso delle spese sostenute per il detenuto dall’Erario dello Stato, e dalle sue strutture carcerarie, da parte dei famigliari ed eredi del detenuto.

Antonietta Bagarella

Antonietta Bagarella, vedova del Capo dei Capi (Fonte ANSA)

A ricevere la pesante cartella sono stati la moglie e vedova del boss Antonietta Bagarella, e i quattro figli Giuseppe Salvatore, Giovanni Francesco, Lucia e Maria Concetta. Giovanni Francesco è stato condannato all’ergastolo nel ’93 con l’accusa di quattro omicidi. Giuseppe Salvatore, terzogenito dei Riina, ha già scontato una condanna per associazione mafiosa e subìto il trasferimento a Padova dove vive in regime di sorveglianza speciale.

La famiglia Riina

Ninetta Bagarella e Salvo Riina, moglie e figlio del boss (Fonte ANSA)