vittima olocausto aggredita

A 92 anni, ha subìto un’aggressione mostruosa, inspiegabile e (forse) facilmente evitabile: Hanka Fogelman si trovava su un mezzo pubblico di Montréal, in Canada, quando un uomo l’ha picchiata e presa a pugni lasciandola in un lago di sangue, e poi comportandosi come se niente fosse.

Non si è trattato, però, del primo contatto della signora Fogelman con la violenza: la donna, di origini polacche e religione ebrea, è una ex prigioniera di Auschwitz-Birkenau e Bergen-Belsen, campi di concentramento in cui ha perso tutta la sua famiglia.

Picchiata senza motivo

Hanks Fogelman avrebbe voluto solo fare visita a una delle figlie, e per questo era salita su un taxi della Société de Transport de Montréal (STM), un servizio adibito a portare in giro persone con disabilità psichiche o motore.

La donna aveva diritto al servizio in quanto, benché molto lucida, aveva grandi difficoltà a muoversi data la sua età.

Dopo essere salita sul taxi, l’autista ha fatto salire anche un uomo, ed ha ritenuto necessario avvisare la donna di fare attenzione all’uomo. Nonostante ciò, l’uomo è stato accolto sul taxi (probabilmente aveva problemi psichici piuttosto gravi) e a un certo punto, dal nulla, ha cominciato a picchiare la signora.

A CBC la donna ha raccontato: “Ha cominciato a picchiarmi, a prendermi a pugni. Il sangue ha cominciato e uscirmi dal naso. Non sapevo cosa fare”.

anziana olocausto botte

Hanka Fogelman (New York Post/concessa da Debbie Rona)

La donna è stata immediatamente soccorsa sul posto: quando i medici e le autorità sono arrivate, hanno trovato l’uomo ancora seduto sul taxi, tranquillo, che faceva un cruciverba.

Si sarebbe potuto evitare?

Dopo l’incidente, ci sono state diverse polemiche sulla sicurezza del servizio: questo tipo di incidenti è evitabile, dal momento che anche pazienti di tipo psicologico vengono trasportati, insieme ad altri, sui veicoli?

una fonte anonima della STM, contatta da CBC, ha spiegato che gli autisti dovrebbero ricevere una maggiore formazione riguardo al trattamento dei pazienti “difficili”, in modo da prevenire situazioni complicate ed episodi di possibile violenza.  “Stando a quel che dice STM, loro non trasportano persone violente: è vero al 100%? In sostanza, no, ha dichiarato l’uomo.

La figlia della donna ha commentato con asprezza l’accaduto: “Sono arrabbiata, sono scioccata.

Guardo mia madre ed è così lucida, ma è fisicamente vulnerabile. Perché c’era anche lui nel taxi? Perché l’autista l’ha fatta sedere vicino a quell’uomo, ha chiuso la portiera e ha cominciato a guidare?”.

STM risponde alle accuse

La STM, tramite portavoce, ha fatto sapere: “Possiamo assicurarvi che nel momento dell’incidente, niente ci faceva pensare che la cliente corresse il pericolo che venisse aggredita da un altro cliente”. A seguito di chiarimenti sul fatto che l’autista avesse messo “in guardia” la signora, la società ha dichiarato: “Alcuni clienti sono tentati di socializzare con altri che potrebbero avere comportamenti anomali in determinate situazioni.

Molti dei nostri autisti, spesso, fanno questa premessa come misura preventiva”.

Dopo l’orrore della Shoah, è terribile che a 92 anni Hanka Fogelman abbia dovuto subire tutto ciò. Ironia della sorte vuole che anche il marito di Hanka, nel 1986, fosse stato vittima di un’aggressione terribile: Léon Bésnos fu aggredito da un estraneo, dopo un piccolo incidente automobilistico. L’uomo aprì con violenza la portiera della macchina di Bésnos, lo tirò fuori e lo picchiò fino ad ucciderlo.

leon-besnos