migranti morti

Nel Mediterraneo si continua a morire, in silenzio, imbarcando acqua. È drammatico il bilancio dell’ultimo naufragio avvenuto nella giornata di venerdì 18 gennaio, non lontano dalle coste libiche. Dei 120 migranti a bordo di un’imbarcazione, dopo il naufragio, si hanno notizie solamente di 3 superstiti il che fa credere ci siano circa 117 morti.

La morte nel Mediterraneo: il primo naufragio del 2019

Numeri e persone, un binomio che esiste dal principio e a cui si aggiunge la parola morte. È straziante quanto accaduto, per l’ennesima volta, nelle acque del Mediterraneo.

Ancora morti in mare, ancora il nulla di fronte alla speranza di un tutto migliore. Quello che riportiamo è solamente il desolante bilancio dell’ultimo naufragio di migranti avvenuto ieri, 18 gennaio. Inizialmente non si è avuta chiara l’entità del naufragio ma oggi, a seguito delle testimonianze rilasciate dai pochissimi superstiti, non si ha dubbi a parlare di strage.

Sono circa 117 le persone morte nel recentissimo naufragio di un’imbarcazione al largo della Libia. Foto di repertorio

117 morti: tra loro 10 donne e 2 bimbi

Erano infatti circa 120 sull’imbarcazione salpata dalla Libia e naufragata nelle acque del Mediterraneo tra Tripoli e Lampedusa.

A raccontarlo sono gli unici 3 superstiti che si trovavano sul barcone insieme ad altre 117 persone, al momento tutte disperse e sulle quali si riversa poca speranza di trovarle ancora ancora vive. I 3 superstiti, raccolti dal mare dalla Marina Militare Italiana dopo il naufragio, hanno raccontato di essere state in mare per più di 10 ore prima di iniziare ad imbarcare acqua. Poi l’inferno: le persone a bordo hanno iniziato ad affogare e l’imbarcazione ad affondare con loro.

Di quelle 120 persone, 117 sono disperse in mare e non c’è speranza di trovarle vive: tra queste, con sicurezza, c’erano almeno 10 donne, una di queste incinta, e 2 bambini tra cui anche un piccolo di appena 2 mesi. Questa strage è solamente una tra le tante e, purtroppo, la prima del 2019.