pronto soccorso insegna

È salito al quinto piano del pronto soccorso di Gallarate e si è gettato nel vuoto. Una tragedia che ha coinvolto un 33enne arrivato martedì pomeriggio al nosocomio per un malore generalizzato. Tre parenti della vittima, saputa la notizia, hanno sfogato la loro rabbia e il loro dolore contro la struttura ospedaliera danneggiando computer, vetrate, panche e colpendo un’infermiera. Sui fatti indaga il commissariato di polizia, mentre i tre rischiano una denuncia.

Lasciato in attesa, si suicida in ospedale

Nel primo pomeriggio di martedì, l’ambulanza ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Antonio Abate di Gallarate, in provincia di Varese, un uomo di 33 anni.

Il 33enne sarebbe stato colto da un malore generalizzato, non grave, così da essere stato classificato in accettazione come un codice bianco. L’uomo quindi è stato lasciato ad attendere il suo turno, ma, circa 40 minuti dopo il suo arrivo, è salito al quinto piano e e si è gettato di sotto. Nonostante i soccorsi, il personale medico non è riuscito a salvare il giovane che è morto sul colpo. Secondo fonti mediche, il 33enne veniva seguito dal Sert, il servizio per le tossicodipendenze.

Immagine di repertorio

I parenti devastano il pronto soccorso

Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia per gli accertamenti di rito e, a seguire, è arrivata la madre del giovane 33enne, così riporta La Repubblica. La donna è stata poi raggiunta da altri familiari e, quando il corpo del figlio è stato trasportato all’obitorio, si è recata al pronto soccorso di Gallarate, dove avrebbe cominciato a urlare e minacciare il personale. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe colpito con un pugno in faccia un’infermiera, mentre i suoi due figli avrebbero cominciato a devastare la struttura.

Sarebbero stati danneggiati vetri, panche della sala d’attesa e alcuni computer dell’accettazione, il tutto sotto gli sguardi attoniti e spaventati dei pazienti che attendevano il loro turno di visita.

L'ospedale di Gallarate.

L’ospedale di Gallarate.

È stato un momento di panico puro” racconta il dottor Carlo Costantini, responsabile del Pronto soccorso, “In quel momento eravamo pieni di pazienti da visitare, con molti parenti che li attendevano nella sala d’attesa: c’è stato il fuggi fuggi generale”. A calmare gli animi ci hanno pensato i carabinieri e la polizia.

I danni inferti non hanno consentito l’accettazione di altri pazienti, così le ambulanze del 118 sono state dirottate verso altri ospedali. I familiari del 33enne rischiano una denuncia per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e lesioni, se l’infermiera decidesse di sporgere denuncia.