inquinamento città

È Brescia la città più inquinata d’Italia. Per il 2018 il triste primato spetta alla città lombarda, dopo un 2017 che aveva visto sul gradino più alto del podio Torino. A renderlo noto l’annuale rapporto di Legambiente, intitolato Mal’aria. Secondo l’associazione ambientalista, a Brescia si sono avuti 150 giorni di sforamento dei parametri, di cui 47 per il Pm10 e 103 per l’ozono, i due indicatori utilizzati per stabilire il grado qualità dell’aria. In seconda e terza posizione si sono classificate Lodi, con 149 giorni di sforamento e Monza, con 140.

Il problema è diffuso in tutte le città

Nel resto d’Italia la situazione non è migliore: il superamento dei limiti consentiti si è verificato in ben 55 capoluoghi di provincia. “In 24 dei 55 capoluoghi – scrive Legambiente – il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno”. Se pensiamo che i limiti previsti sono fissati ad un massimo di 35 giorni per le polveri sottili e 25 per l’ozono, capiamo quanto il contesto sia preoccupante.

Venezia (139 giorni di sforamento), Alessandria (136), Milano (135), Torino (134), Padova (130), Bergamo e Cremona (127), sono solo alcuni degli esempi più allarmanti. La prima città al di fuori della pianura padana è Frosinone, nel Lazio, con 116 giorni di superamento, seguita da Genova con 103 giorni e Avellino con 89.

inquinamento auto

Sotto accusa è l’inquinamento causato dalle automobili (immagine di repertorio)

L’inquinamento costa 400mila morti premature all’anno

Il 2018 è anche l’anno che ha visto il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per la qualità dell’aria.

Una procedura che porterà multe assai costose per il nostro Paese. Il problema centrale è l’approccio ad una mobilità più sostenibile: “L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti). Valori enormi se confrontati con quelli di alcune capitali europee: a Parigi ci sono 36 auto per 100 abitanti come a Londra e a Berlino, a Barcellona 41, a Stoccolma e Vienna 38”. Un inquinamento che, numeri dell’Agenzia Europea per l’ambiente alla mano, costa 400mila morti premature all’anno, di cui 60mila in Italia, nel solo 2015.

Iniziative per una mobilità sostenibile

Eppure per uscire da questa emergenza gli strumenti ci sarebbero – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ogni città dovrebbe adottare dei PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile) ambiziosi. Il Ministero dell’Ambiente dovrebbe guidare le città, supportando e verificando le scelte fatte affinché siano coerenti con le scelte e i piani nazionali”. Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente, ha chiarito questo punto: “I PUMS offrono un’occasione unica alle città: potrebbero essere l’occasione per pianificare l’uscita dalla mobilità inquinante e fossile; un’occasione per promuovere soprattutto una mobilità, sia pubblica che privata, attiva (piedi e bici) e con mezzi a zero emissioni (dalla micromobilità all’autobus e l’elettrico)”.

In tal senso si è mossa la recente iniziativa del “Canale Cavour”, un percorso che consentirà di andare da Torino a Milano in bicicletta.

pista ciclabile

La pista ciclabile “Canale Cavour” collegherà Torino e Milano (immagine di repertorio)