banca etruria

Parlare di Banca Etruria può essere epifanico per gli italiani che al pensiero, sicuramente, ricorderanno più di un titolo di giornale. Per anni si è discusso del salvataggio in extremis della Banca più nota al Centro Italia. A distanza di 4 anni sono arrivate le prime condanne per coloro che, ai vertici, avevano optato per il rito abbreviato.

Banca Etruria: 4 condanne e 25 rinviati a giudizio

Quando nel 2015 Renzi, a capo del governo italiano, decise di “salvare” Banca Etruria, firmò inconsapevolmente (davvero?) il naufragio della sua leadership. In quell’occasione, con il decreto del 2015, lo Stato decise di intervenire e salvare 4 piccole banche locali: Banca Marche, le Casse di Risparmio di Ferrara e Chieti e in ultimo Banca Etruria.

Arrivò poi il 2016, anno in cui il Tribunale di Arezzo decise di dichiarare lo stato di insolvenza, ovvero il fallimento di Banca Etruria iscrivendo di conseguenza i vertici della banca nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta. A 4 anni di distanza sono giunte le prime definitive condanne per alcuni indagati.

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Il Tribunale di Arezzo da cui sono state emesse le condanne per Banca Etruria

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Emesse le condanne per 4 ex dirigenti

Giampiero Borraccia, gup del Tribunale di Arezzo, ha così deciso di condannare a 5 anni Giuseppe Fornasari, ex presidente di Banca Etruria.

La sua condanna è arrivata insieme a quella di Luca Bronchi, ex direttore generale, e a quella di Alfredo Berni, ex direttore generale e Rossano Soldini, ex componente del Cda. Bronchi è stato condannato, come Fornasari, a 5 anni di reclusione. Inferiore la pena per Berni e Soldini, condannati rispettivamente a 2 e 1 anno di reclusione.

Le condanne sono arrivate dopo la decisione dei diretti interessati di optare per un processo con rito abbreviato. Diversa invece la sorte che spetta ad altri 25 indagati che invece al rito abbreviato si sono sottratti. Costoro, ex dirigenti di Banca Etruria così come consiglieri, sono stati tutti rimandati a giudizio.