alex e la mamma

Il caso del piccolo Alex, o meglio Alessandro Maria Montresor, ha toccato profondamente tutta l’Italia. Il bimbo, affetto da una rara malattia genetica, Linfoistiocitosi Emofagocitica, è stato sottoposto ad un trapianto di  cellule staminali emopoietiche questo mese. È stato il padre a donare al bimbo il midollo.

Prima che i medici dessero il via libera al trapianto, però, i genitori lanciarono un appello nella speranza di trovare un donatore compatibile. Risposero in migliaia. Una prova di solidarietà che ha lasciato la famiglia del bimbo esterrefatta. Oggi, che è andato tutto per il verso giusto, mamma e papà vogliono ringraziare i canditati donatori, i medici e tutti quelli che hanno fornito loro un supporto.

Lo fanno con una lettera, in cui a parlare è proprio il bimbo. “Ciao a tutti, adesso che con mamma e papà siamo più che mai pronti ad affrontare anche questa seconda fase del percorso trapiantologico, ritenevamo doveroso ringraziare“.

L’amore sconosciuto

È stata una altissima forma d’amore a muovere centinaia di sconosciuti che erano disposti a donare al piccolo Alex il loro midollo. Le code lunghissime delle persone in fila, in piazza a Milano in Piazza Angelo Sraffa o a Napoli in Piazza del Plebiscito, per la raccolta di campioni di saliva.

Immagini che hanno sicuramente sconvolto il cuore di mamma Cristina Console e papà Paolo Montresor. Ed è per questo che i genitori del bimbo hanno sentito il bisogno di parlare a tutti quegli sconosciuti che hanno mostrato nei confronti della loro famiglia amore incondizionato. Lo hanno fatto attraverso una lettera, apparsa su Facebook ad accompagnare una foto di Alex e la sua mamma.

alex-montresor

Non vi conosciamo tutti personalmente” si legge.

Ma avete tutti conquistato, indistintamente, parte del nostro cuore e sarete sempre parte della nostra vita. Sebbene avrei preferito che le nostre strade si fossero incrociate in maniera diversa. Il primo ringraziamento va a tutti i vecchi, i nuovi e i futuri iscritti al registro dei donatori di midollo osseo. A tutti quelli che per me rappresentano i veri super eroi di questa avventura, non solo per un giorno, ma per tutta la vita. Unitamente ai genitori di questi vecchi, nuovi e futuri iscritti al registro dei donatori di midollo osseo, perché alla fine la ‘cultura del dono’ fa parte dell’educazione che un genitore impartisce ai propri figli“.

Alex e la famiglia ringraziano lo staff medico, che si è preso cura di loro.

Testimone di un miracolo

Infine Alex, attraverso le parole dei suoi genitori, dichiara di essere stato un testimone, non solo del progresso scientifico, che ha compiuto il miracolo, ma anche dell’immenso amore e della grande solidarietà di cui l’umanità è capace.

Tante volte mi sono chiesto perché a me. Cosa avessi fatto di male per meritarmi tutta questa sofferenza. E solo ora l’ho capito: dovevo essere testimone del successo della scienza, del trionfo della solidarietà, del primato dell’amore e della vittoria su di una malattia genetica rara come la Linfoistiocitosi Emofagociticache mi voleva strappare da tutti voi“.

Un caso come quello del piccolo Alex, infatti, resta un meraviglioso esempio, capace di infondere speranza a tutte le persone che ogni giorno combattono questo genere di battaglia.