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Sono 286 i nomi pubblicati dalla Chiesa cattolica, in Texas: sono nomi di preti accusati di pedofilia. Questa volta, il vaso di pandoro lo apre proprio il clero, puntando il dito su 286 sacerdoti i cui nominativi sono stati identificati in 14 diocesi, più una (quella di Fort Worth) che aveva già collaborato lo scorso ottobre.

Si tratta del caso di denuncia pubblica forse più numerosa dall’epurazione del Grand Jury, della Pennsylvania: quel rapporto, nello specifico, parlava di 300 abusatori.

Un appello forte e chiaro

Ormai l’argomento pedofilia non può più essere l’elefante nella stanza, per la Chiesa cattolica, e le denunce arrivano sempre di più dall’interno: così è accaduto per i sacerdoti denunciati in Texas, anche se va detto che 172 di loro sono già deceduti e quindi non vanno incontro a nessuna conseguenza.

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Daniel DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston, ha dichiarato: “I vescovi del Texas hanno deciso di rilasciare i nomi dei sacerdoti in questo momento perché è corretto e giusto, con l’obiettivo di offrire speranza a coloro che hanno sofferto”.

L’iniziativa del Vaticano

L’invito a denunciare arriva propri dal Vaticano: una recente lettera inviata da Roma avrebbe inviato i capi delle chiese a occuparsi concretamente del problema della pedofilia, denunciando e venendo a contatto con le vittime e le loro storie, al fine di arginare e spiegabilmente eliminare i casi di pedofilia.

Il focus non deve più, dunque, essere il prete, bensì la vittima, le sue esigenze e la giustizia che essa merita. a giorni avverrà l’incontro vaticano sulla pedofilia, e la pubblicazione dei 286 nomi in Texas fa ben sperare che si sia sulla strada giusta.

Il Papa si scaglia contro i cirtiani ipocriti

Papa Francesco

C’è fervore intorno al summit che si terrà a metà febbraio sulla pedofilia.

Nonostante l’attenzione mediatica che un evento del genere chiaramente comporta, va detto che la Santa sede vuole mantenere la massima discrezione possibile sul modo in cui verrà gestito l’incontro. Papa Francesco ha infatti specificato che si tratterà di “una riunione di pastori, non un convegno di studi, un incontro di preghiera e discernimento, catechetico e operativo”.