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La vita del 35enne Giuseppe Giordano e della piccola figlia Asia, non è più la stessa dallo scorso 4 novembre quando la piena del fiume Milicia ha travolto una villetta a Casteldaccia, a Palermo, mietendo la vita a ben 9 persone, tutte parenti tra loro. A 3 mesi esatti dalla tragedia giunge il suo accorato appello rivolto alle autorità e, più in generale, a chiunque si trovi nella posizione di poterlo aiutare: “Abbiamo urgente bisogno di un supporto psicologico, sia io che mia figlia Asia“.

Il dramma dei sopravvissuti alla tragedia di Casteldaccia

Dal 4 novembre scorso nella vita di un padre e una figlia, Giuseppe Giordano e la piccola Asia, c’è spazio solamente per un dolore lancinante.

Non sarà certo difficile ricordare la tragedia che gli ha cambiato la vita e che per giorni è stata al centro dell’attenzione della cronaca nazionale. Parliamo infatti della tragedia avvenuta a 20 km da Palermo, a Casteldaccia, agli inizi di novembre quando l’esondazione del fiume Milicia ha travolto una villetta abusiva. In quella villetta da anni vivevano 2 famiglie, tra loro imparentate, in affitto sebbene già nel 2008 esistesse un ordine di demolizione proprio della suddetta, costruita come tante altre su un territorio devastato dall’abusivismo edilizio.

Nel 2011 era giunto dal Tar l’ordine di procedere con la demolizione ma la risposta concreta del Comune non è mai arrivata. Quelle due famiglie non avrebbero dovuto trovarsi in quella casa così come non avrebbe più dovuto aver luogo nemmeno la villa stessa.

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Le immagini della villetta all’indomani dall’esondazione del Milicia che ne ha provocato la distruzione e la conseguente morte di 9 persone. Fonte/Ansa

Abusivismo selvaggio e rischio idrogeologico complici della morte

C’è poco da disquisire sul “cosa sarebbe stato giusto o doveroso fare” all’indomani di un’esondazione che ha portato via con sé, oltre ai detriti e al fango, la vita di ben 9 persone.

A discutere sulle irregolarità a monte della vicenda, si dovrebbe menzionare anche l’allarme, inascoltato, emesso dall’Assessorato regionale all’agricoltura nel 2015. Era già stato constatato il rischio idrogeologico legato al Milicia ed era anche già stato messo a punto un piano d’intervento, anche questo mai reso attuativo. Come dicevamo però, i se a posteriori non hanno peso di fronte alla morte di 9 persone: Stefania Catanzaro, 32 anni e moglie di Giuseppe Giordano, i loro figli Federico e Rachele, 15 anni e 1 anni; Antonino Giordano e la moglie Matilde Comito, genitori di Giuseppe Giordano di 65 e 57 anni e ancora, la sorella e il fratello dell’uomo, la 40enne Monia Giordano e il 32enne Giuseppe Marco; il figlio della donna di 3 anni, Francesco, e in ultimo la nonna del piccolo, la 65enne Nunzia Flamia.

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Una fotografia di quello che è stato “l’indomani” dell’esondazione: la villetta abusiva in cui vivevano 2 famiglie, completamente distrutta dalla potenza dell’acqua del Milicia. Fonte/LaSicilia.it

L’appello di Giuseppe Giordano e 9 funerali in attesa di funzione

Oggi l’appello di Giuseppe Giordano è un lamento straziante, un’implorazione di intervento a fronte di una tragedia che non avrebbe mai dovuto verificarsi.

Andare avanti non è per niente semplice  – racconta all’Ansa Giuseppe Giordano, facendo riferimento a sé stesso e alla figlia Asia, unici superstiti della strage – Ci siamo resi conto che abbiamo urgente bisogno di un supporto psicologico, sia io che mia figlia Asia, e purtroppo servono risorse economiche che da solo non posso affrontare“. La loro vita ricomincia nell’incubo e nel vuoto creato dall’assenza provocata dalla scomparsa improvvisa di ben 9 familiari: “Per questo  – continua l’uomo – Chiedo aiuto e sostegno alle istituzioni politiche e sanitarie e a quanti grazie alla loro sensibilità sono nelle condizioni di venire incontro alla necessità che è diventata ormai indifferibile“.

Un discorso collaterale e secondario invece quello che verte sui 9 funerali dei familiari, per i quali Giuseppe Giordano è ancora in attesa: “Abbiamo già presentato agli uffici comunali la documentazione necessaria per il contributo alle spese e ci è stato assicurato dai collaboratori del sindaco Orlando che presto il problema sarà risolto  e non abbiamo alcun motivo di dubitare“. Queste sono le parole del legale di Giordano, Anthony De Lisi, in merito alla richiesta della presa in carico da parte del Comune delle spese per i 9 funerali. Sempre l’avvocato: “Come possiamo immaginare, la spesa di nove funerali non è affrontabile per il mio assistito“, sembra chiaro però che, almeno su questo, l’intervento sia già stato assicurato dal sindaco.