Sanremo 2019 prosegue la sua marcia e, nella sua terza serata di diretta, propone nuovi Big in gara, pronti a conquistare il pubblico e le votazioni con le loro performance. Spazio poi ad una coppia d'eccezione, entrambi icone della musica italiana: Raf e Umberto Tozzi.

Raf e Umberto Tozzi, la coppia vincente

[caption id="attachment_334628" align="alignnone" width="854"]Raf e Umberto Tozzi, la coppia vincente Raf e Umberto Tozzi, la coppia vincente[/caption]

La gara fra i Big continua imperterrita e questa volta ad esibirsi è Simone Cristicchi con Abbi cura di me, a cui fanno seguito i Boomdabash con l'esplosiva Per un milione. Ma, pronti e via, e arriva sul palco una coppia d'eccezione, entrambi icone vere e proprie della discografia italiana: Raf e Umberto Tozzi. I due cantanti si esibiscono in un medley dei loro più grandi successi: da Il battito animale a Tu, da Ti pretendo all'iconica Gloriache ha fatto alzare letteralmente in piedi il pubblico in sala. Un momento ad alto tasso di coinvolgimento emotivo che si è concluso in uno scroscio di applausi per questa coppia esplosiva, che partirà in una tournée nazionale nella prossima primavera. Il flusso di emozione prosegue e il pubblico impazzisce quando Tozzi improvvisa Si può dare di più, che il cantante propose con Enrico Ruggeri e Gianni Morandi a Sanremo 1987, trionfando. Spazio poi ad un'esibizione corale di Gente di mare insieme a Claudio Bisio, Claudio Baglioni e Virginia Raffaele.

Paolo Cevoli fra ironia e frecciate alla politica

[caption id="attachment_334629" align="alignnone" width="854"]Motta si esibisce con Dov'è l'Italia Motta si esibisce con Dov'è l'Italia[/caption]

Spazio ora ai Big: è il turno di Motta, che canta Dov'è l'Italia, successivamente viene lasciato spazio ai The Zen Circus con L'amore è una dittatura. Una gara sempre più agguerrita, che proseguirà nella serata di domani con i duetti. A seguire fa capolino sul palco dell'Ariston il comico Paolo Cevoli, celebre nei panni dell'Assessore Cangini. Nella gag con Claudio Bisio spazio ad ironia e pungente sarcasmo, oltre ad un'ulteriore frecciata alla politica italiana e agli italiani che votano per le cose nuove per poi pentirsi: "e poi ti accorgi che era una pataccata".