Annamaria Franzoni vorrebbe che tutti capissero che è innocente

Ieri, è stata diffusa la notizia: Annamaria Franzoni ha finito di scontare la sua pena. Ma la madre del delitto di Cogne vorrebbe che tutti capissero che lei è innocente, cosa che peraltro ha sempre sostenuto e ribadito. Per il bene della sua famiglia, il suo legale chiede invece che la donna venga lasciata in pace, che venga dimenticata. E, mentre il sindaco di Cogne ha espresso totale indifferenza alla notizia del suo ritorno in libertà, c’è chi è molto contento che abbia finito di scontare la sua condanna, in primis il suo vicino di casa.

Annamaria Franzoni e l’innocenza

Da quel 30 gennaio 2002 in cui venne trovato morto Samuele Lorenzi, il figlio di 3 anni di Annamaria Franzoni, sono passati ormai 17 anni.

Eppure il cosiddetto delitto di Cogne scuote ancora adesso l’opinione pubblica. La donna è stata ritenuta colpevole della morte di suo figlio di 3 anni in 3 gradi di giudizio, anche dalla Cassazione che ha confermato la condanna nel 2008 a 16 anni di carcere.

Annamaria Franzoni: "Non sono stata io"

Annamaria Franzoni

La donna ha finito di scontare la sua pena ed è tornata in libertà prima del previsto, da poche settimane, per la sua buona condotta (che permette di accorciare la condanna di 45 giorni ogni semestre) e per l’indulto che le ha risparmiato 3 anni di detenzione.

Annamaria Franzoni continua a sostenere la sua innocenza, come ha fatto da quando è scoppiato il caso: la donna non ha mai confessato l’infanticidio. Fu lei a dare l’allarme al 118 quella mattina del 30 gennaio 2002, dicendo che suo figlio Samuele vomitava sangue e fu il suo medico di famiglia a diagnosticare al bambino di 3 anni un aneurisma cerebrale.

Il piccolo riportava sulla testa un’evidente ferita provocata probabilmente da colpi inferti con un oggetto contundente. Nonostante fosse stata scartata quasi subito l’ipotesi del coinvolgimento di un estraneo che avrebbe fatto irruzione in casa uccidendo il bambino e tutti i sospetti convergessero su di lei, Annamaria Franzoni ha sempre sostenuto la sua innocenza.

Come riporta ANSA, parlando con persone a lei vicine si è così espressa sulla sua liberazione: “Da un lato sono contenta, dall’altro vorrei trovare la maniera di far capire alla gente che non sono stata io“. Un commento che allude tra le righe forse anche al trattamento riservatole in questi anni come donna “più odiata d’Italia”, motivo per il quale la donna vorrebbe andare a vivere all’estero.

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Il suo avvocato chiede di dimenticarla

Il legale di Annamaria Franzoni, Paola Savio, chiede che la donna venga dimenticata. L’avvocatessa ha dichiarato: “L’appello che ho sempre rivolto da quando è iniziata l’esecuzione della pena e che rivolgo anche oggi è di dimenticarla“.

Annamaria Franzoni continua a sostenere la sua innocenza

Annamaria Franzoni

Dimenticare la colpevole del delitto di Cogne sarebbe un bene soprattutto per la sua famiglia, con cui vive dal 2014, da quando le è stata notificata l’assenza del pericolo di reiterazione del reato ed è passata dal carcere agli arresti domiciliari, scontati nella casa di Ripoli Santa Cristina, nella frazione di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. La donna è diventata madre di Gioele, un anno dopo la morte di Samuele per la quale è stata incriminata, e vive con lui, suo figlio Davide e suo marito, Stefano Lorenzi.

La sua avvocatessa riferendosi alla famiglia di Annamaria Franzoni ha dichiarato: “Mi rendo conto che in vicende giudiziarie così spettacolarizzate nel corso degli anni è difficile, ma occorre pensare che ci sono familiari che hanno sofferto con lei“. Ha poi aggiunto che solo le condanne all’ergastolo non si finiscono mai di espiare “le altre pene finiscono e anche per lei è finita“.

Il commento del sindaco di Cogne

La comunità di Cogne rimase sconvolta dall’infanticidio del piccolo Samuele nel 2002. Un paesino come quello di Cogne, con poco più di mille abitanti, fa presto a scuotersi quando un delitto di simile gravità rompe la consueta quiete. Eppure, secondo il suo attuale sindaco, Franco Allera, la comunità si è ormai lasciata alle spalle l’accaduto.

Il primo cittadino ha così commentato la liberazione di Annamaria Franzoni: “La notizia ci lascia assolutamente indifferenti, è l’ultimo dei nostri pensieri“. Tra l’altro solo all’inizio del mese di novembre, quando pare che la donna avesse appena finito di scontare la sua condanna, Annamaria Franzoni è tornata in quella villetta di Cogne in cui è morto suo figlio Samuele insieme ad alcuni familiari per trascorrervi qualche giorno. Come riportato dal Corriere della sera, a notarlo sarebbero stati alcuni vicini di casa che hanno visto movimento nella casa, dopo tanto tempo.

Annamaria Franzoni dice di essere innocente

La casa del delitto di Cogne in cui morì il piccolo Samuele. Foto: Corriere della sera

Il suo vicino di casa le affiderebbe i suoi figli

Proprio così. Annamaria Franzoni è molto stimata dal suo vicino di casa, Antonio Bignami. A differenza quindi della totale indifferenza espressa dal sindaco di Cogne, c’è qualcuno che è molto contento che la donna abbia chiuso con il suo passato finendo di espiare la sua pena. Il vicino di casa di Annamaria Franzoni ha detto su di lei: “Io posso dire che quando i nostri bambini erano piccoli lei faceva da babysitter. Glieli affiderei anche oggi“.

Poi, riferendosi all’omicidio, l’uomo ha aggiunto: “Per me sono una famiglia di persone assolutamente equilibrate, brave. È chiaro che anche nelle persone più equilibrate un colpo di follia può succedere“. Anche il commento di don Giovanni Nicolini è stato molto positivo. Il prete bolognese aprì le porte della cooperativa sociale in cui opera ad Annamaria Franzoni dopo che le furono assegnati gli arresti domiciliari che prevedevano anche la possibilità di svolgere attività lavorative.

La donna ha lavorato nella cooperativa sociale con il sacerdote che ha così commentato il suo ritorno in libertà: “Quando c’è un rapporto forte e affettuoso con la famiglia di origine, la persona si reinserisce. È questo che fa la differenza“. Infine, il prete ha aggiunto che secondo lui Annamaria Franzoni “adesso ha ricostruito interamente la sua vita“.