Beppino Englaro, a 10 anni dalla morte di Eluana: "Mai avrebbe voluto essere vittima"

Il 09 febbraio 2009 Eluana Englaro smetteva di vivere: oggi, il padre parla della sua battaglia e dice "Per anni nessuno ha ascoltato"

Tutti ancora ricordano l’immagine di Eluana Englaro: Eluana che sorride con un cappello in testa, Eluana abbronzata al tavolo di un locale estivo, Eluana che scherza e ride. Sono le immagini che Beppino Englaro mostrò della figlia negli anni della battaglia, quando Eluana ormai da anni viveva in stato vegetativo da anni a causa di un incidente, avvenuto il 18 gennaio 1992, che le aveva danneggiato cervello e colonna vertebrale.

Sono passati 10 anni dal 09 febbraio 2009, il giorno in cui Eluana morì a 3 giorni dalla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale. La lotta di Beppino Englaro contro le istituzioni, al tempo, scosse l’opinione pubblica: oggi Englaro ricorda quell’estenuante lotta, che alla fine gli permise la “liberazione dell’anima” di sua figlia Eluana.

beppino englaroBeppino Englaro


Eluana sapeva cosa voleva

Eluana, prima dell’incidente che le spezzò la vita, aveva chiarito molto bene cosa pensava del mantenimento in vita in caso di stato vegetativo: ne era profondamente contraria. Un suo amico ci era passato e lei ne era rimasta profondamente segnata: “Sapeva cosa fosse lo stato vegetativo permanente, il buio in cui era piombato il suo amico Alessandro” ha spiegato Englaro al Corriere della Sera “ed era stata chiara: mai avrebbe voluto essere vittima di quella non-vita”.

Oggi, per Beppino Englaro, le cose sono cambiate: “Oggi l’Eluana di turno non sarebbe più in trappola, ma vedrebbe esaudito il proprio diritto all’autodeterminazione”, dice, e continua: “Al tempo non erano argomenti di cui si poteva parlare. Per anni nessuno ha ascoltato la nostra richiesta di aiuto. Oggi invece tre italiani su quattro sono favorevoli all’eutanasia”. Gli Englaro hanno sempre agito come una famiglia unita, ed hanno sempre lottato in nome di ciò che credeva Eluana, che in una lettera ai genitori aveva scritto: “Noi tre formiamo un nucleo molto forte, basato sul rispetto e l’aiuto reciproco, vivo in una famiglia salda, calda e affettuosa, sulla quale potrò sempre contare” E Englaro, ora, dice: E questo noi abbiamo fatto“.

eluana englaro madreEluana Englaro con la madre


Englaro ci tiene però a fare i dovuti distinguo: Eluana non era Dj Fabo: “Io per Eluana rivendicavo un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. Non avevo bisogno di penosi sotterfugi. L’eutanasia invece in Italia al momento è ancora un reato. Non entro nel merito della scelta di Dj Fabo, ma la battaglia di Marco Cappato ha un senso e ogni nazione civile deve affrontare questo tema”. Ora di Eluana rimane il ricordo di un sorriso stravolgente, immenso. La Regione Lombardia, che nel 2009 vietò alla famiglia l’utilizzo alla struttura per effettuare la sospensione alimentare, e gli Englaro dovettero trasferire Eluana a Udine. Per quel divieto la famiglia fu poi risarcita con 164mila euro, che gli Englaro hanno deciso di donare.