San Valentino, la donna "sedata" o "messa a 90°": le vergognose pubblicità

Bufera su alcuni spot di San Valentino, giudicati sessisti e che istigano allo stupro. Ironia fraintesa o mentalità misogina?

San Valentino si avvicina e i problemi sono due (e no, non riguardano i single). Il primo è che forse la festa del romanticismo è stata scambiata per la festa del sesso, e nemmeno troppo consensuale! Il secondo riguarda il fatto che alcune donne italiane sono forse le prime a non avere idea di cosa significhino “rispetto”, “violenza di genere” o “incitazione allo stupro”. Lo dimostrano dei casi molto peculiari legati alla festa di tutti gli innamorati, i quali, secondo le interpretazioni dati da alcuni slogan, hanno l’obiettivo di “andare a segno” più che di celebrare il loro amore.

Roma, pubblicità incita allo stupro: la proprietaria si dice fraintesa

Forse è Elisa Bonafede, proprietaria del Niji Roma, ad aver frainteso. Il suo locale ha infatti sponsorizzato la serata di San Valentino con una controversa pubblicità. Lo spot recitava: “Perché sedurle quando puoi sedarle?“, corredato con una foto in cui un baldo e biondo giovane sorregge un’altrettanto diafana bionda mentre collassa. A seguire una lista di drink, della serie: perché tanta fatica per un “forse”, quando puoi farla ubriacare e approfittare di lei senza noiose questioni di consenso?

Sembra essere questo il messaggio del post pubblicato su Facebook, rimosso in seguito alle numerose accuse (fondate) di istigare allo stupro. È intervenuta in seguito la proprietaria suddetta, che più che metterci una pezza, ha messo in luce un problema ben più grande. “Sono donna e, in quanto tale, non potrei mai veicolare né difendere un messaggio che inciti alla violenza sulle donne“, dichiara Bonafede.



Purtroppo, ha solo dimostrato che alcune donne italiane non hanno idea della gravità di certe implicazioni o di certi messaggi. Nel nostro Paese la violenza sulle donne è una piaga, con una vittima ogni 72 ore. Vittime che vengono spesso colpevolizzate dalle stesse donne, o sono a volte le stesse donne che banalizzano il comportamento violento di compagni e amanti. Dimostrando così che è ancora in salita la strada dell’emancipazione da certi meccanismi mentali, tipici in Italia, in cui la rappresentazione delle donne è ancora un po’ anni ’50 (in modo preoccupante). Elisa Bonafede ha dichiarato che il suo intento era “far ridere“, ma se lacrime sono uscite leggendo questa pubblicità, non erano certo di divertimento.

Ruvo, regalale una lavatrice e “Mettila a 90°”

La battuta deve essere sembrata brillante all’addetto al marketing di Zella, negozio di elettrodomestici che ha sparso in giro per Ruvo di Puglia i cartelloni con il doppio senso. Il quale è stato giudicato giustamente sessista e fuori luogo, tanto che il Comune nel barese ne ha ordinato la rimozione. “A San Valentino mettila a 90°“, recitava la pubblicità della lavatrice, che ha scatenato non poche polemiche.

ruvo zellaFoto: Facebook


Così come sta facendo discutere la pubblicità della Farmacia “I Gelsi” per OkiTask, pubblicata su un quotidiano e segnalata da un altro profilo Facebook: “Quest’anno a San Valentino non hai più scuse“, recita la maliziosa dicitura per far vendere l’ibuprofene.

Delle serie: il fatidico “mal di testa” che tutti sappiamo essere “solo una scusa”, non regge più. Giù una pasticca e poi a fare sesso, non è forse quello l’obiettivo di San Valentino? Ma che dico, delle donne in generale: soddisfare l’uomo, che può gratificarle regalando loro una lavatrice, o aiutandole ad adempiere al loro dovere spacciando analgesici.

pubblicità san valentino

Lo scoramento fa passare la voglia di festeggiare

Insomma, questo San Valentino parte male già prima di cominciare. Tra insinuazioni e chiari messaggi viene quasi voglia di uscire con la cintura di castità, perché se queste sono le premesse che cosa ci si può aspettare? In mezzo alla stagnazione degli stereotipi ci sono però esempi virtuosi e anche questi vengono segnalati sui social. È il caso della birra Hopt, che propone come regalo di San Valentino un cofanetto per degustarla in compagnia, “per lui” e “per lei”, senza pruriginose precisazioni o allusioni al sesso non necessarie.



Ma a dare una lezione di stile è anche la Durex, che propone lo slogan: “Rompi i cliché“, in riferimento alla festa e anche ad altro, a giudicare dalla ragazza dello spot, tutt’altro che schiva dama. L’agguerrita giovane guida il tosaerba come la sua controparte maschile verso la folle corsa verso un tripudio di rose rosse. Quelle che speriamo di ricevere al posto della lavatrice.