
Una nomina destinata a pesare negli equilibri della Santa Sede e a far discutere dentro i Sacri Palazzi. Papa Leone XIV ha scelto Maria Montserrat Alvarado come nuovo prefetto del Dicastero per la Comunicazione del Vaticano. Dal prossimo 1° novembre prenderà il posto di Paolo Ruffini, che lascia l’incarico per raggiunti limiti di età. La decisione segna un passaggio storico perché Alvarado diventa la prima donna laica chiamata a guidare un dicastero vaticano, ma la sorpresa non riguarda solo il suo profilo. A colpire è soprattutto la sua provenienza: la nuova prefetta è presidente e amministratrice delegata di EWTN News, il più grande network multimediale cattolico del mondo, per anni tra le voci più critiche nei confronti di Papa Francesco.
Nata a Città del Messico 47 anni fa e cresciuta negli Stati Uniti, Maria Montserrat Alvarado ha studiato alla Florida International University e alla George Washington University. Nel 2023 è arrivata alla guida di EWTN News, entrando così nel cuore della comunicazione cattolica americana. Ora Papa Leone la porta direttamente al vertice della macchina mediatica vaticana. La sua nomina la rende la terza donna scelta per un incarico di vertice in Vaticano, dopo suor Simona Brambilla e suor Raffaella Petrini. Ma il suo caso è diverso, perché Alvarado non è una religiosa. È una laica, manager della comunicazione, con una storia professionale legata a un network che negli anni del pontificato di Bergoglio è stato spesso percepito come una roccaforte del cattolicesimo più critico verso Roma.
Il nodo EWTN e lo scontro con Bergoglio
EWTN è un colosso della comunicazione cattolica. Attraverso televisioni, radio, siti internet e piattaforme social raggiunge centinaia di milioni di fedeli nel mondo. Fondata nel 1981 da Madre Angelica in un garage di Irondale, in Alabama, l’emittente è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento globale per il mondo cattolico conservatore. Negli anni di Papa Francesco, però, il rapporto con il Vaticano si è fatto durissimo. Il network ha ospitato spesso alcune delle voci più severe contro il pontificato bergogliano, dall’ex nunzio Carlo Maria Viganò al cardinale Raymond Burke, passando per altri protagonisti del fronte dei “dubia” sulla dottrina di Francesco.
Il programma “The World Over”, condotto da Raymond Arroyo, è stato tra i luoghi più rappresentativi di questa opposizione mediatica. Proprio su EWTN sono passate molte delle critiche alla linea pastorale di Bergoglio, accusata da quel mondo di ambiguità dottrinali e di cedimenti rispetto alla tradizione. Lo scontro raggiunse il punto più alto nel settembre 2021, quando Francesco rispose a una domanda sulle critiche ricevute da ambienti cattolici e fece riferimento a un grande canale televisivo cattolico che, a suo giudizio, non esitava a parlare continuamente male del Papa. Il riferimento fu letto da tutti come diretto a EWTN. Le parole di Bergoglio furono durissime: Francesco disse che gli attacchi contro di lui potevano anche essere rivolti alla sua persona, perché si definiva un peccatore, ma non contro la Chiesa. E arrivò a parlare di “opera del diavolo”, una frase che fece esplodere il caso e rese evidente la frattura tra il Vaticano bergogliano e una parte rilevante del cattolicesimo mediatico americano.
La scelta che sorprende il Vaticano
Proprio per questo la nomina di Maria Montserrat Alvarado ha prodotto sorpresa, perplessità e anche inquietudine in alcuni ambienti vaticani. Non si tratta soltanto di un cambio al vertice di un dicastero. È una scelta che sembra indicare la volontà di Papa Leone di parlare anche a quel mondo cattolico che durante gli anni di Francesco si era sentito distante, quando non apertamente ostile, rispetto alla linea del pontificato. Secondo alcune ricostruzioni, Leone XIV conosceva già Alvarado da tempo. In Vaticano qualcuno ricorda il colloquio avuto con lei il 12 maggio 2025, in Sala Nervi, durante l’incontro con i rappresentanti dei media. La familiarità di quel confronto aveva fatto intuire un rapporto non occasionale.
Al Dicastero per la Comunicazione, però, la notizia non sarebbe stata accolta con entusiasmo unanime. La storia recente di EWTN pesa, e per molti la domanda è inevitabile: come si muoverà ora una figura cresciuta in un network così critico verso Francesco alla guida della comunicazione ufficiale della Santa Sede? Alvarado, da parte sua, ha scelto toni prudenti e istituzionali. Ha parlato di una nomina inattesa, accolta con il desiderio sincero di servire il Santo Padre all’inizio del suo pontificato. Ha ringraziato Paolo Ruffini per il lavoro svolto e ha assicurato l’impegno a rafforzare il Dicastero perché possa continuare a servire la Chiesa a Roma e nel mondo.
Resta però il significato politico ed ecclesiale della decisione. Papa Leone non ha nominato solo la prima donna laica alla guida di un ministero vaticano. Ha scelto una figura che viene da un universo mediatico segnato da anni di tensione con il pontificato precedente. È questo il punto che rende la nomina così rilevante. La Comunicazione vaticana passa a una manager cattolica americana, cresciuta dentro una rete globale, identitaria, potente e divisiva. Una scelta che può essere letta come un gesto di riconciliazione, ma anche come un segnale di discontinuità. In ogni caso, è una delle prime mosse davvero forti del pontificato di Leone XIV.


