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“Conto svuotato in pochi istanti”. La nuova truffa spopola in Italia, già tante vittime: come funziona

Pubblicato: 10/09/2026 07:43

Un SMS apparentemente inviato dalla banca, una telefonata e in pochi minuti tutti i risparmi sono spariti. È l’incubo vissuto da un cittadino di Frigento, in provincia di Avellino, rimasto vittima di una truffa informatica che gli è costata 7mila euro, l’intera somma depositata sul conto corrente. Un raggiro costruito passo dopo passo, sfruttando una tecnica ormai molto diffusa: il phishing, cioè la manipolazione della vittima attraverso comunicazioni che sembrano provenire da soggetti affidabili.

Il primo contatto è arrivato proprio attraverso un falso messaggio bancario. Il contenuto faceva apparire necessario un intervento sul conto, creando quella sensazione di urgenza che spesso rappresenta l’arma più efficace nelle truffe online. Ma l’SMS era soltanto l’inizio. Poco dopo, infatti, il cittadino è stato raggiunto telefonicamente da un uomo che si è presentato come un operatore della banca.

A quel punto è entrata in scena la seconda parte del raggiro. Il falso operatore ha parlato di un presunto problema informatico e ha fatto credere alla vittima che fosse necessario intervenire rapidamente per mettere al sicuro il conto. Attraverso questa storia, il truffatore è riuscito a conquistare la fiducia del correntista e a ottenere le credenziali di accesso. Una volta in possesso dei dati necessari, ha potuto entrare nel conto e procedere con le operazioni.

Il risultato è arrivato nel giro di pochissimo tempo: 7mila euro sottratti dal conto corrente. Per la vittima non si trattava di una somma qualsiasi, ma di tutti i risparmi accumulati e depositati in banca. È proprio la velocità dell’operazione a rendere particolarmente insidioso questo genere di raggiro: il criminale non punta soltanto sulla tecnologia, ma soprattutto sulla capacità di provocare paura e senso di urgenza, spingendo la persona a prendere decisioni senza avere il tempo di verificare.

Dopo la denuncia sono scattate le indagini dei carabinieri della Stazione di Frigento. Gli investigatori hanno ricostruito i passaggi della frode attraverso accertamenti telematici e bancari, riuscendo a individuare il presunto responsabile. Si tratta di un 26enne napoletano, denunciato per frode informatica e truffa aggravata. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il giovane sarebbe stato già coinvolto in raggiri realizzati attraverso il phishing.

Lo schema seguito è quello ormai collaudato delle false comunicazioni bancarie. Prima arriva il messaggio, spesso costruito graficamente e linguisticamente per sembrare autentico, con il riferimento a un’anomalia, a un pagamento sospetto o a un possibile blocco del conto. Poi arriva la telefonata, che serve a dare credibilità alla storia. Il truffatore si presenta come un dipendente dell’istituto di credito e sfrutta la situazione di allarme per ottenere le informazioni che gli servono.

È proprio questo secondo passaggio a rendere la truffa particolarmente efficace. La telefonata dà alla vittima l’impressione di avere a che fare con una persona reale e competente, mentre il presunto operatore può conoscere già alcuni dettagli ottenuti attraverso il primo contatto. Il messaggio e la telefonata diventano così due pezzi dello stesso ingranaggio, progettato per abbassare le difese della persona e convincerla che l’unico modo per evitare un danno sia seguire immediatamente le istruzioni ricevute.

Dopo il caso di Frigento, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino ha rinnovato l’invito alla massima prudenza. La regola fondamentale è semplice: la banca non chiede mai tramite SMS, e-mail o telefono le credenziali di accesso al conto corrente. Se qualcuno telefona segnalando un blocco, un’anomalia o un problema di sicurezza e chiede dati personali o codici, la cosa più sicura da fare è interrompere immediatamente la conversazione e contattare l’istituto utilizzando esclusivamente i canali ufficiali.

Lo stesso principio vale per i link contenuti negli SMS. Anche quando il messaggio sembra identico a quelli normalmente ricevuti dalla propria banca, non bisogna cliccare né inserire dati personali o credenziali. Meglio verificare direttamente attraverso l’app ufficiale, il sito conosciuto della banca o il numero presente sui documenti dell’istituto. In caso di dubbi è possibile rivolgersi ai Carabinieri, chiamare il 112 o recarsi alla Stazione più vicina. Perché dietro un messaggio che sembra innocuo può nascondersi una trappola capace, come nel caso di Frigento, di svuotare un conto in pochi minuti.

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