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Paura per la sindaca di Torino, Chiara Appendino, finita sotto scorta dopo gli scontri di sabato sera in centro città. Gli anarchici l'avrebbero presa di mira dopo che l'esponente M5s ha palesato il proprio sostegno per gli sgomberi del centro sociale Asilo e per aver condannato le violenze perpetrate.

Chiara Appendino sotto scorta

Scritte inquietanti, cariche di minaccia, sono comparse sui muri di Torino: “Appendino appesa”, recitano. Temendo per l'incolumità della prima cittadina, la prefettura ne ha disposto la scorta a pochi giorni dagli scontri avvenuti sabato in pieno centro città. Scontri scoppiati durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Asilo, occupato per 24 anni, e terminati con l'arresto di 11 manifestanti e 215 identificati. “Quanto sta accadendo in queste ore non può essere confuso in alcun modo con l’esercizio della democrazia: gli episodi di violenza perpetrati da alcuni manifestanti oggi a Torino sono di una gravità inaudita”, ha scritto la sindaca Appendino su Facebook durante quelle ore concitate. Ore di panico, in cui è stato anche preso d'assalto un autobus di linea con all'interno alcuni passeggeri e l'autista. Domenica invece sono state lanciate molotov e bombe carta all'interno del penitenziario Lo Russo – Cotugno, che hanno provocato un incendio e l'esplosione di un capannone.

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Al corteo anche due politici

Il questore di Torino, Francesco Messina, ha sottolineato come lo sgombero del centro sociale Asilo - richiesto dal gip durante un'inchiesta per associazione sovversiva, e non da un'ordinanza comunale-  si fosse ormai reso necessario. Ormai non era “un centro sociale normale”, ma “la base logistica di una cellula che propugna la sovversione dell’ordine democratico partendo dalla protesta di piazza”. Prosegue Messina: “Nel corteo di ieri sono state usate tattiche militari, c’era gente addestrata, giunta da tutta Europa, da Francia, Spagna, Croazia e Serbia. Abbiamo dovuto fronteggiare una situazione complicata, come a Torino non se ne vedevano da anni”. Inoltre sabato “c’erano soggetti che nulla hanno a che vedere con l’ideologia anarco-insurrezionalista. Una solidarietà che non mi spiego”, conclude Messina. Al corteo erano presenti infatti anche Askatasuna e Manituana,No Tav e gli Studenti Indipendenti. C'erano anche due politici: Debora Montalbano, consigliera comunale di Torino ed ex M5S, e Monica Gagliardi, consigliera comunale di Giaglione, paese della valle di Susa interessato dal cantiere dell’Alta Velocità.

[caption id="attachment_335140" align="alignnone" width="854"]Scene di guerriglia a Torino. Credits The Social Post Scene di guerriglia a Torino. Credits The Social Post[/caption]