Pastori in rivolta in Sardegna per il prezzo del latte: l'ultimatum alle istituzioni

Da sabato la Sardegna si è fermata in simbolo di protesta per il prezzo del latte: istituzioni minacciate con il boicottaggio delle elezioni regionali

Un fiume bianco come il latte è simbolo di una protesta che fatica a sedarsi. Proteste in ogni luogo dell’isola della Sardegna, immobilizzata dall’ira dei pastori in rivolta contro le industrie di trasformazione del latte colpevoli, riportando le parole dei manifestanti, di pagare un prezzo troppo basso per il latte sia ovino che caprino.

Il fiume bianco della Sardegna: protesta dei pastori

Un fiume in piena di latte, bianco come il colore simbolico della rivolta che sta infiammando l’intera Sardegna. Da Porto Torres a Nuoro sino a Cagliari, non c’è paese né città dell’isola che non abbia manifestato o dimostrato di aderire e sposare pienamente i valori della protesta portata avanti dai pastori locali. Le cause sono chiare, lampanti e condivise da tutti i manifestanti: è troppo basso il prezzo che le industrie pagano ai pastori per un litro di latte. Che si tratti di latte ovino o caprino, la differenza è centesimale: le industrie non sono disposte a pagare più di 0,55 centesimi per un litro di latte di pecora, ancor meno, circa 0,44 centesimi, per un litro di latte di capra. Una cifra pressoché irrisoria a fronte di quanto i pastori vorrebbero invece essere pagati: 1 euro più IVA a litro. E se il mercato estero e di basso costo getta via la possibilità di guadagnare, i pastori in segno di protesta hanno deciso di gettare via il latte stesso.

 





L’ultimatum alle istituzioni: l’intervento in cambio delle regionali

Meglio buttarlo via” è il grido dei pastori che, volendo mandare un segnale forte alle istituzioni – le uniche che possono intervenire – hanno deciso di gettare materialmente via il latte prodotto tanto per le strade tanto nelle piazze, “tingendo” di bianco i luoghi della loro lotta. Un protestare che ha avuto forti conseguenze nella quotidianità dell’isola che ha dovuto far fronte a blocchi del traffico e cortei. A Nuoro, martedì, tutti gli esercizi pubblici rimarranno chiusi mezza giornata. Esemplare la protesta di alcuni allevatori che, sulla falsariga dei pastori, hanno preso d’assalto un camion in arrivo dalla Francia e carico di carne destinate ad essere messe in commercio, anche in questo caso a prezzi bassissimi. La protesta, che va avanti da sabato, continua a catturare l’attenzione nazionale, loro intento. La rivolta ha avuto infatti lo scopo di attirare vivacemente l’attenzione delle istituzioni a cui ora, dopo giorni di protesta che non accenna a placarsi, viene lanciato un ultimatum. Citando le parole rilasciare a Repubblica dal coordinamento dei pastori: “Se entro pochi giorni non si trovano soluzioni per il nostro settore bloccheremo la Sardegna il 24 febbraio, il giorno delle votazioniNon entrerà nessuno a votare“. Il 24 febbraio sono state indette le elezioni regionali che, a fronte dell’ultimatum, rischiano di saltare: “Non è vero che non andiamo a votare – ribattono i manifestanti – Non voterà nessuno, blocchiamo la democrazia, ognuno si assuma le proprie responsabilità“.