raffaella carrà

Raffaella torna e lo fa a suo modo, con nessuna presunzione e con tanta voglia di “ristabilire” un ordine che, a sua detta, sembra essere andato perduto se non trafugato. Anche lei prenderà il timone di un talk show ma ci tiene a specificare che il suo programma sarà di tutt’altra pasta rispetto ai talk che siamo soliti vedere di questi tempi sul piccolo schermo. Si parla sempre di “rivoluzione” quando si nomina la Carrà e intervistata in esclusiva da Vanity Fair, anche lei ammette la necessità di tornare a rendere la parola protagonista dello spettacolo.

Il restauro dell’era Carrà

Raffaella Carrà è pronta ad entrare nella casa degli italiani di nuovo, dopo tantissimo tempo e lasciando un’intervista a Vanity Fair giustifica questo lungo lasso di tempo che l’ha vista assente nel ruolo di protagonista.

Questo assenteismo si romperà, come un incantesimo, il venturo 28 marzo. Sarà la Rai a sostenere l’impresa della Carrà che, su Rai3, porterà in scena un talk rinnovato e rispolverato allo stesso tempo: “Lo spettacolo – spiega la Carrà – Saranno di nuovo le parole e in questo momento di omologazione anche televisiva, di reality tutti uguali fatti di nulla, che portano in primo piano la superficialità, una trasmissione di parola, di scambio e di confessione, mi sembra sia qualcosa di giusto“.

Si usma nell’aria una sottile critica all’odierno rivolta, in particolar modo, ai programmi offerti oggigiorno dalla televisione, spesso e volentieri di puro intrattenimento e totalmente privi di contenuti.

raffaella carrà

Una giovanissima Carrà in uno scatto risalente agli anni ’80

Bandita la superficialità, ritorna lo spettacolo di “parola”

Volgendo lo sguardo indietro, è facile per la Carrà evidenziare le differenze sul “modo” di fare televisione degli inizi della sua carriera e il mondo televisivo a cui si affaccia oggi: “Oggi in tv vedo naufraghi con un filo nel sedere o con i seni rifatti da cui spunta un capezzolo.

Non giudico perché non sono mai stata moralista – asserisce la conduttrice, con chiaro riferimento in questo caso all’Isola dei Famosi – Che vogliano mostrare filo e capezzolo è evidenteForse anche a noi l’avrebbero fatto passare ma il punto è che non piaceva a me. Oggi in tv c’è più libertà, ma è una libertà soprattutto di parola. Noi parolacce non le dicevamo, oggi basta mettere qualunque trasmissione e se non dici va******lo ti guardano anche male“. Da questa critica si evince lo spirito con il quale la Carrà vuole solcare nuovamente la scena, proponendosi come promotrice di un “fare televisione” più sorvegliato e più dedito al contenuto, alla personalità dei protagonisti.

raffaella carrà

Raffaella Carrà durante la sua esibizione sul palco dell’Ariston, in occasione del Festival di Sanremo del 2014

Entusiasmo e timore agli sgoccioli dal debutto

Questo discorso implica necessariamente la paura di poter fallire, offrendo al pubblico un prodotto da cui ha imparato ad essere immune, vaccinato: “Il pubblico dopo un’ora e mezza in cui non mi vede cantare – si confida – Ballare e cazzeggiare potrebbe dire ‘che palle’“. Timori a parte, la Carrà affronterà piena di rinnovato entusiasmo l’impresa che la vedrà ospite, a sua volta, nelle case di personalità rilevanti a cui rivolgerà domande e con i quali cercherà di intrattenere il pubblico con interessanti e non scontante chiacchierate televisive. Il ritorno cela un potenziale fallimento? Non per lei che nell’assenza crede fortemente: “Con Pippo Baudo ne ho discusso tante volte. La mia teoria è opposta alla sua: ogni tanto, soprattutto se sei una donna, ti devi togliere dai piedi. Se sei sempre lì non ti rinnovi mai“.