Omosessualità in Vaticano, il doppio volto della Chiesa: "8 preti su 10 sono gay"

Sono oltre 1500 le testimonianze raccolte dal sociologo francese Martel nel suo Sodoma, potere e scandalo in Vaticano

Sodomapotere e scandalo in Vaticano, un titolo esemplare per un libro che rimanda esattamente alla città biblica distrutta per volontà divina per l’empietà degli abitanti; 527 pagine in cui si agitano e si alternano più di 1500 diverse voci. A ridosso del summit sulla pedofilia che avrà luogo in Vaticano tra il 21 e il 24 febbraio, viene dato allo stampa un libro che indubbiamente farà discutere e che attirerà l’attenzione mondiale. Che ruolo ricopre l’omosessualità all’interno del Vaticano? La repressione, la persecuzione e l’avversione celano una realtà che si continua a non voler ammettere? Su questo si dispiega il sociologo francese Frédéric Martel, autore del libro frutto di 4 lunghi anni da contatto con l’omosessualità che si nasconde nell’effetto ottico delle colonne del Bernini.

Sodoma, l’inconfessabile omosessualità in Vaticano

All’interno del Vaticano l’omosessualità esiste e non solo, l’incidenza è ben più alta rispetto a quanto respira bel lontano dalle mura di San Pietro. Di lobby gay all’interno della Chiesa si parla da anni eppure mai nessuna inchiesta è stata abbastanza incisiva da sollevare davvero la questione – come se non si volesse proferire a riguardo – all’interno stesso della Curia. Per sopperire ad una realtà istituzionalmente inconfessabile si predilige una massacrante repressione morale. E per quanto sia scomodo ammetterlo, l’omosessualità tra i preti è consuetudine diffusa, un’abitudine che secondo il sociologo francese conta dei numeri alquanto simbolici: 8 preti su 10, all’interno del Vaticano, sarebbero gay. Ma questa è una novità né l’unica informazione che si evince con vigore da Sodoma: quanto più colpisce sono le percentuali. Un dato inversamente proporzionale: l’omosessualità è presente, reale e viva in chi più la giudica e la condanna. Tra vescovi, prelati, cardinali e sacerdoti sarebbero proprio i più riluttanti a viverne immersi in una doppia vita che li condanna a mascherarsi, reprimersi e spesso e volentieri condannarsi.

vaticano *immagine di repertorio


La doppia vita di condanna tra fustigazione e desiderio

Non c’è fatto fisiologico che depotenzi la sessualità che appartiene all’essere umano né fede religiosa che possa sedare impulsi e istinti naturali, biologici. Continuare a negare l’esistenza dell’omosessualità così come la forte incidenza che lega la Chiesa a scandali relativi allabuso di minori sarebbe un perseverare ipocrita volto a mascherare una realtà scomoda solo a chi, scomodamente, la vive. Le 1500 interviste raccolte da Martel sono la testimonianza che attraverso insinuazioni, allusioni, parole pronunciate in solitaria e in totale anonimato,che nel Vaticano il sesso non è bandito se non da chi lo pratica. Abbandonare l’idea che gli uomini di Chiesa possano cedere al desiderio sessuale e all’amore carnale, e non solo, sia una realtà distorta dalla cinepresa di un telefilm candidato agli Oscar ammetterebbe e, di conseguenza, comporterebbe l’accettazione dell’idea di trovarsi di fronte a uomini di Chiesa sì, ma pur sempre uomini. Lo squarcio sul mondo offerto da Martel ci offre l’opportunità di prendere coscienza tangibile di un organismo diverso da quello che spesso viene decantato, un mondo in cui chi più di tutti addita l’omosessualità – dai conservatori e più estremi oppositori dei gay – è proprio chi più apprezza e compra. Esempio di questo, il  cardinale colombiano Alfonso Lopez Truijllo. Nel libro di Martel il ritratto di Lopez Truijllo è controverso: morto nel 2008, dal racconto fornito da sociologo e ricostruito mediante le testimonianze, il cardinale che pubblicamente intonava parole cariche di avversione agli omosessuali, puntando il dito contro la contraccezione e l’uso del preservativo, nelle sue stanze private sarebbe stato solito avere rapporti sessuali con altri prelati, seminaristi e giovani uomini spesso da lui meramente abusati.  Ma dalle testimonianze che troviamo in Sodoma, vengono alla luce plurime storie d’amore, storie di sesso che legano figuri di spicco e non della Chiesa anche a distanza di oceani e centinaia di km. A volte qualcosa viene a galla ma, prontamente, il tutto viene celato o legittimato come peccato da perdonare.