primo piano di stefano cucchi

Stefano Cucchi è morto due volte. La prima volta è accaduto nel 2009, in un letto dell’ospedale Sandro Pertini; la seconda volta è accaduto nel 2015, quando l’Arma dei carabinieri ha deciso di manomettere documenti, dati e verità perché il Pm Giovanni Musarò aveva riaperto il caso. Per la seconda volta, l’Arma ha preferito la sua salvezza alla verità sulla morte di un ragazzo “qualunque”.

Le testimonianze chiave di Riccardo Casamassima e di Maria Rosati e le approfondite indagini del pm Musarò hanno aperto il vaso di pandora e non smettono di sbucare nomi illustri, da quel vaso. L’ultimo è quello del colonnello Lorenzo Sabatino, che nel 2015 fu incaricato di mettere insieme tutti i documenti e le carte inerenti il caso Cucchi e consegnarle al Pm Musarò.

Sabatini consegnò le carte, ma senza comunicare la manomissione (che è comunque emersa) delle relazioni sullo stato di salute.

Coinvolto il capitano Testarmata

Non solo: Sabatino delegò il capitano Tiziano Testarmata di recuperare tutte le carte e quest’ultimo, pur accorgendosi di anomalie gravi (ad esempio lo sbianchettamento sul registro del fotosegnalamento e la presenza di mail risalenti al 2009 in cui si parlava delle manomissioni alle relazioni di salute), decise di confondere le acque.

Sarà stabilito con quale grado di consapevolezza ciò accadde, ma è un fatto che Testarmata fu messo davanti alla palese presenza di un’irregolarità. A dirlo, in udienza, è stato Pantalone Grimaldi, maggiore dei carabinieri, che ha dichiarato: “Il capitano mi fece presente che c’era qualcosa che non quadrava. Su un rigo, un nome era stato sbianchettato e sopra era stato scritto un altro nome. Mi resi conto immediatamente dell’anomalia, in quel caso mi sembrò qualcosa in più di un’irregolarità. Meritava un approfondimento: quell’atto andava sequestrato e acquisito.

Guardando in controluce mi resi conto che cancellato si poteva leggere il nome di Cucchi.”. Fu dunque lo stesso Testarmata ad accorgersi per primo del bianchetto.

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stefano cucchi

Stefano Cucchi

Una telefonata cambiò tutto

Poi, una telefonata avrebbe cambiato le carte in tavola, come continua a spiegare Grimaldi: “Ascoltando le mie obiezioni, il capitano Testarmata si mostrò molto perplesso, non sapeva cosa fare e mi rispose che avrebbe chiesto direttive, quindi uscì dalla stanza per fare una telefonata. Non so a chi chiese direttive, so che poco dopo tornò dicendo che la direttiva restava quella di fare una copia conforme, senza prendere l’originale”.

Ovviamente, nell’originale il bianchetto era ben visibile (così come il nome in controluce) mentre nella copia conforme non si notava.

In fase di interrogatorio, Sabatino ha dichiarato che non si sarebbe reso conto del fatto che dare tutti i documenti assieme avrebbe reso estremamente difficile la messa in luce delle irregolarità (peraltro già note a tutti).

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Ilaria Cucchi, sorella di Stefano