moussa ba

Torna a bruciare la baraccopoli di San Ferdinando, il ghetto che accoglie decine di braccianti che lavorano nella piana di Gioia Tauro. Morto un 29enne del Senegal, Moussa Ba, la terza vittima in un anno delle condizioni disperate della tendopoli. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha promesso l’immediato sgombero di San Ferdinando, ma le organizzazioni sindacali insorgono chiedendo un piano di ricollocamento dei lavoratori immigrati, spesso vittime del caporalato.

San Ferdinando brucia ancora: morto 29enne del Senegal

Si chiamava Moussa Ba, il 29enne morto nella sua abitazione di fortuna durante l’incendio divampato la scorsa notte a San Ferdinando.

Un altro incidente nella baraccopoli, in cui non sono presenti servizi primari quali acqua corrente o riscaldamento. Per combattere contro il freddo, i molti braccianti che la abitano in baracche costruite con materiale di scarto, lamiere, plastica e legno, usano bracieri o piccoli falò, che causano spesso incendi.

La notte del 16 febbraio un ennesimo fuoco è divampato, distruggendo una decina di baracche: gli abitando della tendopoli hanno provato a spegnere le fiamme con la poca acqua a disposizione, fino all’arrivo dei Vigili del Fuoco.


I pompieri hanno rinvenuto tra le macerie il corpo di Moussa Ba, un’altro di quei “braccianti ‘invisibili’ ghettizzati“, come denuncia su Twitter l’attivista e sindacalista Aboubakar Soumahoro. Il 29enne aveva ottenuto la protezione umanitaria nel 2015, ma era scaduta nel marzo 2018 per mancata presentazione della documentazione. Aveva il divieto di dimora a Pisa, a seguito di una denuncia per detenzione di hashish a fini di spaccio e, secondo quanto riportato, da tempo viveva a Gioia Tauro.

Salvini: “Sgombereremo la baraccopoli”

Il ministro Salvini ha annunciato lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando: “L’avevamo promesso e lo faremo, anche perché illegalità e degrado provocano tragedie come quella di poche ore fa.

 Per gli extracomunitari con protezione internazionale, avevamo messo a disposizione 133 posti nei progetti Sprar. Hanno aderito solo in otto (otto!) e anche gli altri immigrati, che potevano accedere ai Cara o ai Cas, hanno preferito rimanere nella baraccopoli. Basta abusi e illegalità“.

salvini san ferdinando

Fonte: Twitter

Le parole del vicepremier sono però contestate dai sindacati, che parlano di mancanza di alternative accettabili per il trasferimento dei migranti. “In Calabria la popolazione immigrata è rappresentata ormai da oltre 100mila persone e abbiamo il dovere di agire concretamente con la realizzazione di progetti per l’accoglienza.

 Ogni volta che accadono simili tragedie si susseguono le promesse di smantellamento dei ghetti, ma il cambiamento non c’è“: dichiarano in un comunicato il Segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota, e il Segretario della Fai Cisl Calabria, Michele Sapia.