Troppi pazienti al pronto soccorso, il ministero manda i Nas al San Camillo

Tutto è partito da un servizio lanciato ieri, 16 febbraio, dal Tg2. Operatori sanitari e pazienti hanno lamentato la situazione invivibile in cui versa il pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma, che deriverebbe da un eccessivo sovraffollamento. Il ministro Giulia Grillo oggi, 17 febbraio, ha inviato i carabinieri del Nas per verificarne le condizioni.

Il servizio giornalistico sul pronto soccorso del San Camillo

Al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma la situazione sarebbe drammatica. Le immagini del Tg2 mostrano una sala sovraffollata, piena di pazienti ammassati sulle barelle, tutti con infezioni e malattie differenti. Una circostanza questa che metterebbe in pericolo loro e gli altri, compresi medici ed infermieri.

E che, inoltre, comporta il non rispetto delle norme sulla privacy e una scarsa igiene. Oltretutto, lo stress provocato da tali condizioni potrebbe causare errori medici riguardo le diagnosi e le cure. La causa di tutti mali, come sottolinea il servizio giornalistico, sarebbe il taglio dei posti letto. In questo modo non si riuscirebbe più a garantire il diritto alla salute.

Il ministro della Salute Giulia Grillo. Immagine: Giulia Grillo/Facebook

Il ministro della Salute Giulia Grillo. Immagine: Giulia Grillo/Facebook

I Nas inviati dal ministero della Salute

A seguito del Tg, il ministro Giulia Grillo ha fatto sapere, tramite il suo profilo Facebook che “lo spettacolo del San Camillo di Roma, visto ieri al Tg2, è INDECENTE!

 È INACCETTABILE che i pronto soccorso dei nostri ospedali siano trasformati in bivacchi e che operatori sanitari e pazienti si ritrovino a lavorare e a essere curati in condizioni indegne”. Ha continuato con un attacco al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Il presidente e commissario Zingaretti vada a fare un giro negli ospedali della sua città prima di chiedere l’uscita dal commissariamento per la sanità del Lazio”. Infine l’annuncio dell’arrivo dei Nas al pronto soccorso del San Camillo: “Mi sono immediatamente attivata inviando i carabinieri del Nas.

Attendiamo i dati per decidere quali provvedimenti adottare per poi lavorare, insieme alla Regione Lazio, per mettere fine ai disservizi che danneggiano i pazienti e chi è costretto a lavorare in queste condizioni, che non smetto di ringraziare!”.

Carabinieri dei Nas. Immagine: Sito web ministero della Salute

Carabinieri dei Nas. Immagine: Sito web ministero della Salute

La replica del direttore generale dell’ospedale

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Fabrizio d’Alba, direttore generale dell’ospedale San Camillo. Si legge su Adnkronos: “La visita dei Nas nel Pronto Soccorso della nostra azienda non ha rilevato nulla in merito all’organizzazione e alla qualità dell’assistenza”. Il direttore generale ha poi accennato al problema della privacy: “I Nas hanno evidenziato problemi connessi alla privacy, problematica questa dovuta ad una straordinaria affluenza dei cittadini a causa del picco influenzale. Nel Pronto soccorso questa mattina vi erano 82 persone in attesa di cui 27 pazienti dell’area critica. Per quanto attiene la tutela della privacy l’azienda ha già predisposto l’ampliamento delle aree del pronto soccorso”.