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Anni di controllo psicologico e nove mesi di violenze fisiche subite dalla sua ragazza: un’esperienza che segnerà per sempre la vita di Alex Skeel, 22enne inglese. Il giovane ha deciso di raccontare la travagliata relazione con Jordan Worth, sua compagna e carnefice, all’emittente televisiva britannica BBC Three. Il documentarioAbusato dalla mia ragazza” è andato in onda lunedì 18 febbraio ed è ora disponibile per lo streaming. Crude immagini spiegano meglio di mille parole le sofferenze patite da Skeel, vittima di terribili violenze domestiche. Senza alcun filtro, il corpo del giovane appare martoriato dalle ferite inferte dalla follia della ragazza con martelli, cacciaviti, coltelli e acqua bollente.

Lo scopo del documentario

Skeel ha deciso di raccontare il modo in cui la sua relazione adolescenziale è degenerata in un inferno con un obiettivo ben chiaro: aiutare altre vittime di violenza a sporgere denuncia. Secondo i dati più recenti del Crime Survey for England and Wales, circa due milioni di adulti l’anno sono vittima di violenza domestica in queste regioni. Di questi, oltre un terzo sono uomini. “Accade agli uomini molto più spesso di quanto la gente pensi”, scrive Skeel in una lunga lettera pubblicata dalla BBC.

Abusato dalla mia ragazza” è anche una sfida ai luoghi comuni sulla mascolinità e sul ruolo dell’uomo in una relazione. Nell’immaginario collettivo, è spesso la mano dell’uomo a portare la violenza all’interno di una coppia, e i casi di cronaca più recenti rinforzano questa idea.

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Alcune delle lesioni

Gli albori della storia e il condizionamento psicologico

Il filmato della BBC ripercorre l’idillio dei primi mesi di relazione tra Alex e Jordan: entrambi adolescenti, si incontrano nel 2012 a soli 16 anni, inesperti del mondo e desiderosi di vivere una grande storia d’amore.

Con il passare dei mesi, Jordan inizia a comportarsi in modo strano: indica al compagno come vestirsi, come acconciarsi i capelli, con chi uscire. “A quel tempo, mi sembrava solo un modo per ricercare attenzione”, confessa Alex alla BBC. In realtà, è il campanello d’allarme della follia di Jordan. Nel giro di qualche mese, la ragazza lo costringe a scegliere tra lei e la sua famiglia, ad allontanarsi dagli amici, a cambiare il suo numero di telefono e a lasciarle il controllo del suo profilo Facebook. Una vera e propria campagna di condizionamento psicologico di cui Alex a stento riesce a rendersi conto.

Quando un giorno prova a chiudere la loro storia, Jordan gli rivela di essere incinta.

Una donna violenta

La relazione continua, Jordan dà alla luce due bambini ma continua a sfogare i suoi demoni interiori sul compagno. La situazione peggiora: Alex viene spesso privato del cibo, perde rapidamente peso, si indebolisce. La violenza infine esplode: per nove mesi, Jordan riversa la sua ira sul corpo di Alex servendosi di coltelli, cacciaviti, martelli. Arriva addirittura a versargli dell’acqua bollente addosso, causandogli ustioni tali da portarlo in fin di vita. “Jordan era spinta da pura gelosia”, riflette oggi Skeel.

Ero molto legato alla mia famiglia, avevo amici incredibili, e lei mi ha allontanato da tutto ciò”.

Polizia ferma donna violenta

L’intervento della polizia ha messo fine alle violenze

L’intervento della polizia

Incapace di reagire, Alex subisce nove mesi di violenze fisiche finché, nel 2017, la polizia non si presenta al portone della casa della coppia, allertata da una chiamata dei vicini preoccupati. Gli agenti si trovano catapultati in una scena da film dell’orrore: il bagno è pieno di sangue e lì giace Alex, il corpo segnato da ferite infette. La polizia descrive il caso come uno dei peggiori episodi di violenza domestica mai visti.

Alex è immediatamente ricoverato e il parere dei medici drammatico: se la polizia non fosse intervenuta, il giovane avrebbe avuto solo dieci giorni di vita. Troppo gravi le infezioni alle ferite, troppo denutrito il fisico: Alex sarebbe stato spacciato.

La condanna della carnefice

Lo scorso aprile, Jordan Worth viene condannata a sette anni e mezzo di prigione. Tra i numerosi capi d’accusa, quello di “comportamento coercitivo”. La legge inglese riconosce il reato di coercizione dal 2015, ma Jordan è la prima donna ad esserne imputata. Questo comprende una gamma di comportamenti che infliggono violenza psicologica, anche in assenza di violenza fisica diretta: ad esempio, impedire a qualcuno di frequentare gli amici o controllare alcuni aspetti della sua vita. “Il giorno in cui è andata in prigione mi sono sentito davvero libero”, scrive Skeel per la BBC. “Ricordo solo di aver detto, posso davvero guardare alle mie spalle per la prima volta in cinque anni senza preoccuparmi”.

Dopo la violenza, una nuova vita

Guarito nel corpo e, lentamente, nello spirito, Alex è ora tornato a vivere con la sua famiglia e fa l’allenatore di calcio. I suoi figli vivono con lui, anche se sono ancora troppo piccoli per capire cosa stia succedendo. “Quando saranno abbastanza maturi per capire, glielo spiegherò. Un giorno mi diranno ‘Hai fatto bene, papà’, questo è tutto ciò che mi importa”.
Con il documentario “Abusato dalla mia ragazza”, Alex vuole gettare un fascio di luce nel buio tunnel della violenza domestica in cui molte persone si trovano. “A volte penso che la ragione per cui sono ancora vivo sia sensibilizzare”, scrive Skeel. “Perché il coltello non mi ha mai colpito nel posto sbagliato? (…) Dev’esserci una ragione. La ragione è aiutare le persone”.