kevin masocco

Kevin Masocco, ormai ex consigliere circoscrizionale per la Lega a Bolzano, è diventato ultimamente noto per via delle sue altissime doti diplomatiche e una spiccata capacità di evitare dichiarazioni inopportune.

Naturalmente, si fa dell’ironia: più di una volta, infatti, dichiarazioni quantomeno inopportune di Masocco sono state messe alla graticola dall’opinione pubblica e dal senso del vivere civile. l’ultima di queste è andata talmente oltre i confini del lecito da costargli la carica e l’endorsement di parte dei suoi elettori.

Bella? Di più, “da violentare”

Qualche giorno fa, un terribile audio aveva cominciato a circolare: nella registrazione si sentiva, in un frastuono di sottofondo, una voce entusiasta che urlava “Vieni allo Juwel, c’è una DJ figa da violentare.

Adesso ti mando una foto, porco ***. Al di là del linguaggio decisamente non cavalleresco, l’espressione era tanto brutale quanto ambigua ed è calata come un pugno in faccia sui residenti di Bolzano e dintorni. La voce è stata immediatamente legata alla figura di Masocco, ma lui ha smentito, diffidando anche la fonte che ha diffuso l’audio ad andare oltre: “Sta girando un audio in cui io avrei detto cose ignobili. Chi mi conosce personalmente ha subito capito che la voce non è la mia.

Mi spiace molto dover smentire e dovermi giustificare per ciò che non ho fatto. Da sempre difendo la dignità di tutte le donne e condanno ogni atto di violenza”. Non solo: a quel punto Masocco ha ritenuto opportuno rincarare la dose e rendere ancora più chiari i suoi ideali egualitari e anti-violenza: “Chiederò al comitato pari opportunità del comune di Bolzano di attivarsi sempre più per promuovere la dignità della donna. Colgo questa occasione non tanto per difendere la mia reputazione ma per chiedere la tutela per tutte le forme di violenza sulle donne.

A breve mi recherò a sporgere denuncia e diffido Tageszeitung a continuare a diffondere questa fake news”.

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Il post pubblicato da Masocco

Pochi giorni dopo, per ribadire in maniera ancora più concreta quanto il rispetto delle donne fosse fondamentale per lui, Masocco ha pubblicato una foto che lo ritrae con un gruppo di mucche al pascolo, con la didascalia:Selfie con la Boldrini. Notte amici”. A quel punto, in molti hanno compreso lucidamente quale fosse l’impegno di Masocco nel tutelare la dignità delle donne.

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L’inimmaginabile verità

Oggi, la svolta definitiva. Dopo una settimana di silenzio, Masocco ha rivelato la verità che nessuno al mondo avrebbe mai potuto sospettare: la voce nell’audio era la sua.

Una vera macchia scura sul candido curriculum da attivista per i diritti umani di Kevin Masocco. In una nota, il consigliere ha annunciato le sue dimissioni, cospargendosi il capo di cenere e ammettendo la bravata: “Dopo quasi una settimana di silenzio ho deciso di prendere pubblicamente posizione riguardo quanto successo. Quella che è stata una bravata, per quanto inopportuna e condannabile, si è trasformata in un accanimento mediatico contro la mia persona”.

Qualcuno, infatti, aveva timidamente insinuato, nei giorni della diffusione dell’audio, che la voce urlante potesse essere la sua: d’altronde Kevin Masocco, per quanto pesce piccolo nel panorama politico, è comunque persona abbastanza conosciuta a livello pubblico (soprattutto a Bolzano). In molti si sono riversati sulla sua bacheca e, tra chi lo elogiava e lo difendeva, c’era anche chi gli dava del violento, del sessista e del bieco maschilista retrogrado.

Nella nota Masocco ha spiegato di aver compiuto più di un errore, probabilmente perché l’età non lo renderebbe avvezzo agli scandali: “In questa vicenda ho sbagliato due volte: la prima ad affermare cose inopportune delle quali mi vergogno e mi dispiaccio, la seconda – complice la mia giovane età e inesperienza – aver negato la paternità del file audio”.

Unica soluzione, a questo punto, è sembrata la resa e l’avanzamento delle dimissioni, per spirito di lealtà nei confronti del partito: “Non voglio però che quanto accaduto diventi un attacco non solamente alla mia persona, alla mia famiglia, ma anche alla Lega. Per questo motivo ho deciso di assumermi le mie responsabilità e rassegnare, con grande dolore, le mie dimissioni da Consigliere Comunale”.