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Si aprirà a breve il processo per la morte di Michela Deriu, 22enne che si è tolta la vita il 4 novembre 2017 a La Maddalena, dopo essere stata minacciata con alcuni suoi video privati. La giovane era pressata da richieste di denaro, probabilmente sotto il ricatto della diffusione delle immagini. Una vicenda che ricorda molto da vicino la storia di Tiziana Cantone, 33enne suicidatasi nel 2016, dopo che sono stati diffusi sul web sei video hard.

Michela Deriu: a processo due uomini di 24 e 29 anni

Il 27 febbraio inizierà il processo a due uomini, di 24 e 29 anni, accusati di diffamazione aggravata e che potrebbero essere ritenuti responsabili della morte di Michela Deriu.

La 22enne si sarebbe tolta la vita in seguito ad un probabile ricatto perpetrato con dei video di suoi rapporti sessuali. Come ha reso noto L’Unione Sarda, i parenti si sono costituiti parte civile nel processo.

michela deriu

Michela Deriu

Gli inquirenti hanno ricostruito la morte di Deriu, allegando agli atti dell’inchiesta i due video hard che ne avrebbero causato la morte. Inoltre la Procura di Tempio ha acquisito alcuni scritti della ragazza posteriori alla diffusione dei filmini. Lettere e biglietti da cui si evincerebbe lo stato di forte disagio psicologico della 22enne.

Un logoramento che l’avrebbe infine portata all’estremo gesto.

Suicida a 22 anni per dei video hard

Michela Deriu è stata l’ennesima vittima di un morboso ricatto: la giovane sarebbe stata filmata durante dei momenti intimi e dal quel giorno è iniziato il suo calvario. Deriu lavorava come barista, e la sera prima di dirigersi a casa di un’amica a La Maddalena, dove si sarebbe poi suicidata, avrebbe inscenato una rapina per far fronte all’incessante richiesta di soldi. Avrebbe raccontato di essere stata narcotizzata sulla porta di casa, poco dopo essere rientrata.

carabinieri

Immagine di repertorio

La 22enne avrebbe dichiarato che le sarebbero stati sottratti circa mille euro, mance e incassi del bar, non sporgendo denuncia.  Il giorno dopo è partita per l’arcipelago, e risulta avesse acquistato anche il biglietto del ritorno per il traghetto. A casa dell’amica si è poi tolta la vita, lasciando un messaggio: i carabinieri di Olbia hanno aperto le indagini per istigazione al suicidio, incriminando inizialmente tre persone.