tiziana cantone con madre

Se oggi un utente scrive sulla barra di google le parole “stai facendo un video? bravo”, si troverà davanti pagine e pagine di articoli di giornale sul caso di Tiziana Cantone. prima del 13 settembre 2016, quelle parole facevano apparire pagine e pagine di ricerca che mostravano il video che mostrava Tiziana nell’atto di compiere sesso orale con un ragazzo. Per anni, dopo la diffusione mediatica di quel video, Tiziana ha cercato inutilmente di farlo rimuovere: le voci e l’indesiderata notorietà negativa suscitata da quelle immagini l’hanno indotta al suicidio.

Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana, lotta da sempre per difendere la memoria della figlia e in un libro appena uscito racconta chi era Tiziana, e quanto furono atroci i suoi ultimi mesi di vita.

Un libro per raccontare Tiziana

Maria Teresa Giglio è un fiume in piena: vuole parlare, raccontare chi era sua figlia, riabilitare la sua dignità troppo spesso distrutta da malizia, voci, biasimo. Tiziana Cantone era una ragazza fragile, lei stessa si era definita così. Ora, in un libro, la madre racconta tutto : Uccisa dal web. Tiziana Cantone. La vera storia di un femminicidio social è il racconto di cosa può fare il venticello ella calunnia, di quanto può ferire il commento sussurrato e quanto ti travolgono gli insulti, le risate, i commenti cattivi di chi si crede superiore.

tiziana cantone

I funerali di Tiziana Cantone

Dell’ultima sera ricorda il vestito di sua figlia, ragazza “buona, altruista, decisamente empatica, piena di gioia di vivere e molto dolce”. Del giorno del suo suicidio ricorda la corsa fino a casa, i vestiti tolti per strada per correre più velocemente, Tiziana riversa sul pavimento della tavernetta. Sì è impiccata con un foulard, la sua unica figlia che per scampare alla vergogna e all’addebitamento per strada si era fatta anche cambiare cognome.

Nei video, talvolta, veniva definitapornostar“.

Un fidanzato, tante domande

Nel libro Maria Teresa Giglio parla del fidanzato di Tiziana, Sergio Di Palo, tuttora accusato di diffusione di accesso abusivo di dati informatici, calunnia, falso. Il loro sembrava un grande amore, anche agli occhi della madre: Tiziana, a quanto pare, all’inizio raccontava meraviglie di questo fidanzato, ma nel tempo era diventata taciturna. Nel libro racconta cosa vuol dire vedere una figlia spegnersi, ricorrere a usare psicofarmaci e antidepressivi, vederla scontrarsi con i giudici che le dicono che nel video dice “bravo”, il video lei lo voleva veramente.

Quindi se c’è un colpevole, quel colpevole è lei: era consapevole del video, non avrebbe dovuto lamentarsi della sua diffusione. Eppure, spiega Maria Teresa, dove c’è sottomissione non c’è libertà, dove c’è fragilità non ci può essere davvero consapevolezza. Ciò che ha spinto Tiziana a dire dei sì a rapporti con altri uomini, nello specifico, non lo si può dire. Si può dire, invece, che chiunque abbia commentato quel video fosse consapevole di cosa significasse, di che potere avesse.

drappo funebre tiziana cantone

Il drappo funebre