Morto Alberto Rizzoli

Si è spento a 74 anni Alberto Rizzoli, erede della famiglia Rizzoli proprietaria del noto marchio dell’editoria. Stando alle prime informazioni, l’uomo si sarebbe tolto la vita. A trovarlo agonizzante il guardiacaccia della tenuta; inutile il trasporto in ospedale.

Morto Alberto Rizzoli, erede dello storico marchio

Erede della grande casa editrice, il 74enne si sarebbe tolto la vita con un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava nella propria residenza di Rognano, provincia di Pavia. Per la precisione, l’uomo si trovava nella Garzaia di Villarasca, oasi naturale di cui era proprietario. Secondo quanto si legge su AGI, l’uomo sarebbe stato trasportato presso il pronto soccorso del Policlino San Matteo di Pavia.

I soccorsi però sarebbero stati vani. Alberto, nipote di Angelo, per anni è stato amministratore delegato della società.

Alberto Rizzoli. Credits AGI

Alberto Rizzoli. Credits AGI

Trovato dal guardiacaccia

Come si legge su La Provincia Pavese, Alberto Rizzoli è stato trovato in stato agonizzante dal guardiacaccia della tenuta della Garzaia di Villarasca intorno alle 15.30 del pomeriggio di oggi. L’uomo ha allertato i soccorsi che hanno tentato il trasporto presso il Policlinico San Matteo di Pavia, ma il 74enne è morto poco dopo il suo arrivo presso il nosocomio.

Chi era Alberto Rizzoli

Si è spento a 4 giorni dal compleanno, Alberto, figlio di Andrea Rizzoli era uno degli eredi dello storico marchio editoriale made in Italy. Nato a Como il 18 febbraio 1945, è stato imprenditore ed editore. Alberto ha iniziato la sua carriera a 19 anni presso l’azienda di famiglia, nel 1974, oltre ad essere a capo della cartiera di Marzabotto, diventa amministratore delegato della società, ruolo che lascerà nel 1979 a seguito di un disaccordo con il fratello Angelo. Alberto lascerà anche la società e aprirà una sua casa editrice nel 1980 intitolata Quadratum dalla quale usciranno riviste come La cucina italiana, Successo e Weekend.

Alberto Rizzoli Facebook

Alberto Rizzoli. Credits: Facebook

Nel 1983 viene arrestato per bancarotta ma rilasciato dopo 21 giorni e prosciolto durante l’istruttoria. Nel 2015 la pubblicazione insieme al cugino Nicola Carraro, del volume Rizzoli, la vera storia di una grande famiglia italiana. Nel quale ha raccontato i lati più intimi e privati della famiglia, soprattutto riguardanti il nonno.  Alberto aveva da tempo lasciato l’attività editoriale per occuparsi di un’azienda agricola.