droga cocktail

Un biologo nutrizionista 40enne di Bologna è stato arrestato perché è stato trovato in possesso di un’ingente quantità di GHB, o gammabutirrolattine. Si tratta nientedimeno che della nota “droga dello stupro” e la quantità trovata sarebbe bastata per creare 700 dosi della droga. A quanto pare, il GHB arrivava dalla Serbia: l’uomo ora è agli arresti domiciliari e dovrà essere processato per detenzione di spaccio.

La sostanza, comunemente usata in Italia per la terapia contro l’alcolismo e, in alcuni sporadici casi, per curare depressione e insonnia, è sospetta che posseduta in grandissime quantità.

Immagine di repertorio

Droga dello stupro: può essere letale

C’è un motivo per cui la GHB viene utilizzata come droga dello stupro: ha un effetto forte in minime quantità ed è quasi totalmente insapore ed inodore, per cui è facile metterla di nascosto in cocktail e bevande senza che la vittima possa accorgersene. Gli effetti, di solito, sono piuttosto immediati: la persona che lo assume (consapevolmente o meno) si sente subito intontita, poi cade in uno stato di sedazione. Per un lasso di tempo che da dall’una alle 3 ore, chi assume GHB sarà dunque sedata, disinibita. Se assunta in quantità troppo alte può provocare convulsioni, vomito, difficoltà respiratorie e ad un certo punto, se la quantità è davvero alta, anche la morte.

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Troppo donne ancora vittime

Purtroppo, sono numerosi i casi di cronaca le cui protagoniste sono donne a cui è stata data, senza che loro ne fossero consapevoli, e che hanno poi subito violenze e stupri. È il caso, ad esempio, dello stupro di Sorrento. Anche Desirée Mariottini fu drogata prima di essere stuprata e uccisa, e una ragazza subì una sorte raccapricciante la sera in cui 3 ragazzi, in un bar di Porta Romana (Milano), la drogarono con le benziodiazepine e poi la violentarono uno dopo l’altro.