bigiamo-izzo

Biagio Izzo presto potrebbe essere al timone di Made In Sud, lo show vetrina del cabaret contemporaneo. Lo ha dichiarato durate un’intervista rilasciata ai microfoni del programma radiofonico I Lunatici.

Ma su Radio 2 l’attore partenopeo non ha solo parlato di progetti futuri, ma ha anche commentato una delle serie televisive più famose del momento: Gomorra.

La battaglia contro Gomorra

Dal suo esordio la serie culto con Salvatore Esposito e Marco D’Amore, prodotta da Sky ha spaccato l’opinione dei napoletani. Mentre una buona fetta ne ha apprezzato la regia, la fotografia e l’interpretazione del cast coinvolto, non è mancato chi ha accusato il prodotto televisivo di essere diseducativo.

E Biagio Izzo pare far parte di quest’ultima fazione, o almeno questo si evince dalle sue parole. “Gomorra? Un’immagine di Napoli che non mi piace, mai fatto vedere ai miei figli” mette in chiaro.

Marco D’Amore e Salvatore Esposito, interpreti di Gomorra

Izzo riconosce i valori artistici della serie, e riconosce i problemi di una periferia difficile come quella di Napoli. Tuttavia ritiene che l’immagine che traspare dalla serie è esacerbata e distorta. “Io avuto la sfortuna di vedere un pezzo di Gomorra dove c’erano queste frasi veramente toste, brutte, volgari” prosegue.

Ho avuto paura che i miei figli potessero vederlo a 11 e 14 anni, sono preoccupato, non gliel’ho mai fatto vedere e io non ho mai visto una puntata. Ne so qualcosa perchè ne ho letto sulla stampa, conosco gli attori, sono amici. Ma è un’immagine un po’ forzata, esasperata“.

La verità dietro la finzione

Bisogna tuttavia ricordare che la serie, nonostante ormai respiri di una vita propria, nasce sulla base dell’omonimo romanzo, frutto della penna di Roberto Saviano. Saviano ha messo insieme inchieste e ricostruito fatti realmente accaduti, legati alla criminalità organizzata e alle faide di quartiere che da anni si combattano ai confini della città.

salvatore-esposito

Salvatore Esposito nel ruolo di Genny Savastano

 

Tutte problematiche che Izzo non nega di certo: “È vero non ci nascondiamo dietro un dito, abbiamo problemi come tutte le metropoli, non metto la polvere sotto il tappeto, mi rendo conto che a volte è indifendibile per le cose che succedono ma dobiano essere prima noi a difenderla. Il fatto stesso che io continui ad abitare a Napoli è un modo per aiutare la tua città. E’ facile andare via e prendere le distanze, lasciare Napoli alla mercè di questa gente.

Bisogna investire. Stare qua: questo è un modo per aiutarla, fare qualcosa di buono per la città. Quella invece è un’immagine troppo spinta, troppo volgare, Napoli non è solo Scampia“.