Cronaca

Salvini in carcere dall’imprenditore che ha sparato al ladro: “Chiederò la grazia”

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini visita Angelo Peveri, imprenditore condannato per tentato omicidio per aver sparato a un ladro

Il ministro dell’Interno si è recato in visita alla casa circondariale di Piacenza, dove è detenuto Angelo Peveri. L’imprenditore è stato condannato a 4 anni e mezzo per tentato omicidio, dopo aver sparato, ferendolo gravemente, ad un ladro che si aggirava nel suo cantiere. Matteo Salvini ha colto l’occasione per fare promozione alla legge sulla legittima difesa, molto controversa per le ricadute sociali che potrebbe comportare.

Padova, spara al ladro a terra: non è legittima difesa

La condanna parla chiaro, le azioni compiute da Angelo Peveri nell’ottobre 2011 non rientrano nella legittima difesa.

Secondo le ricostruzioni, l’imprenditore avrebbe sparato ad un ladro di origini rumene, Jucan Dorel, mentre questi era costretto a terra. Il ladro si era introdotto nel cantiere di Borgonovo Val Tidone per rubare del gasolio con tre complici.

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Angelo Peveri

Intercettato da un dipendente di Peveri, è stato immobilizzato e costretto a terra. Secondo quanto sempre sostenuto dall’imprenditore, il colpo dal fucile a pompa è partito per sbaglio, perché sarebbe inciampato. Il colpo ha ferito al petto Dorel, ora invalido al 55% per la ferita al polmone. Come riporta La Stampa, il ladro ha patteggiato una pena a 10 mesi di carcere per furto di gasolio, dopo i quali ha trovato un impiego.

Salvini visita l’imprenditore arrestato

Per il ministro Salvini non c’è dubbio su chi sia la vittima: “Angelo Peveri è un uomo che ha lavorato per 50 anni e trascorrerà ingiustamente la sua terza notte in carcere lontano dalla famiglia“. Il leader leghista critica il giudizio emesso dal Tribunale: “La sensazione che qualcosa non è giusto e non funzioni. Che sia in galera un imprenditore che si è difeso dopo 100 furti e rapine e sia fuori un rapinatore in attesa di un risarcimento dei danni significa che bisogna cambiare presto e bene le leggi.

Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera il meno possibile. Dal mio punto di vista non avrebbe dovuto nemmeno entrarci in carcere“.

angelo peveri

Pronto a chiedere la grazia a Mattarella

Il vicepremier si dice pronto a chiedere la grazia al presidente della Repubblica: “Andai da Mattarella per Monella, l’imprenditore bergamasco che subì una vicenda simile: ora, prima voglio parlare con l’avvocato per capire come intendono muoversi, e se servirà andrò dal presidente della Repubblica, non ho mica problemi“.

Salvini parla poi della legge sulla legittima difesa che intende far passare al Parlamento: “Non è l’invito a nessuno a farsi giustizia da solo, ma se vengo aggredito o minacciato nella mia azienda o a casa mia ho diritto di difendermi senza passare 9 anni nei tribunali di mezza Italia, mi sembra il minimo del buon senso“.

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Immagine di repertorio

L’Anm non gradisce

L’Associazione Nazionale Magistrati ha emesso una nota in cui critica l’atteggiamento delegittimatorio del ministro: “Le decisioni in merito alle modalità e alla durata di una pena detentiva spettano non al Ministro dell’Interno, che ha fatto visita a un detenuto condannato con sentenza passata in giudicato, ma solo alla magistratura, che emette le sentenze in modo rigoroso e applicando le leggi dello Stato“.

Per le toghe il ministro tenta di “stravolgere queste regole“, azione che “rende un cattivo servizio e veicola una messaggio sbagliato ai cittadini, viola le prerogative della magistratura, delegittima il sistema giudiziario ed è contrario allo Stato di diritto e ai principi costituzionali, al cui rispetto dovrebbero concorrere tutti, specialmente chi ricopre importanti incarichi di governo“.

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