Bologna, casa di riposo lager: l'appello di Tiberio Timperi

Una casa di riposo che è stata definita un lager, una casa degli orrori per i maltrattamenti che subivano gli anziani ospiti che vi vivevano: così a La vita in diretta Tiberio Timperi ripercorre lo scandalo di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, con un ospite in studio e un anziano in collegamento che lì ha vissuto per 5 mesi. Circa una settimana fa la notizia: il titolare della struttura, Luciano Ravaglia, 52enne, sua moglie e 3 operatori sanitari sono finiti in manette. Tra le accuse di cui dovranno tutti rispondere a vario titolo, sul titolare grava anche quella di stupro ai danni di un’anziana.

Ma potrebbero essere addiruttura due le donne abusate nella struttura, al momento gli inquirenti stanno indagando. Di fronte alle immagini mandate in onda a La vita in diretta che mostravano gli anziani strattonati, tirati per il collo e spintonati, Tiberio Timperi non ha trattenuto un commento durissimo contro chi li ha maltrattati brutalmente. Poi, il presentatore fa un appello a tutti quelli che hanno genitori anziani a carico.

Il commento di Tiberio Timperi

In studio, ospite de La vita in diretta, Daniela Finotti, la figlia di uno degli anziani che erano ospiti della casa di riposo di San Benedetto Val di Sambro, dinanzi alla quale sono state trasmesse le terribili immagini che hanno documentato i maltrattamenti cui i degenti della struttura erano sottoposti quotidianamente.

Proprio mentre veniva mostrato un uomo intento a sistemare un anziano su una sedia a rotelle tirandolo letteralmente per il collo, Tiberio Timperi è esploso: “Io prenderei per il collo così chi ha fatto quella cosa“.

Bologna, casa di riposo lager: l'appello di Tiberio Timperi

Un frame del video dei Carabinieri in cui vengono mostrati i maltrattamenti nella casa di riposo. Fotogramma La vita in diretta

Il suo commento severo e indignato è stato accolto da un applauso del pubblico, sconcertato di fronte alla vista di quegli anziani trattati come se fossero degli oggetti: presi e spostati senza alcuna precauzione verso la loro salute, con manovre violente e lesive.

La testimonianza shock e l’appello di Tiberio Timperi

Le immagini lasciano allibiti il pubblico e il presentatore Tiberio Timperi che tuttavia tranquillizza la figlia dell’anziano ospite della struttura presente in studio dicendole di non sentirsi in colpa per il fatto di non essersi accorta delle violenze subìte da suo padre. Durante il programma, viene poi intervistato il padre di Daniela Finotti che tra le lacrime racconta addirittura di essere andato a parlare con il titolare per lamentarsi dei maltrattamenti subìti e di aver avuto come risposta un pugno in pieno ventre che gli ha provocato la frattura di due costole.

L’anziano signore ha anche riferito che alla richiesta delle anziane degenti di andare in bagno il titolare rispondeva: “Se ti devo portare io stai fresca“.

Il signor Finotti. Fotogramma La vita in diretta

Il racconto nelle parole del signor Finotti si fa sempre più sconcertante: un altro anziano ospite della casa di riposo di 96 anni era entrato nella struttura che era in grado di camminare autonomamente e lì gli sono state fratturate le gambe.

Come riferisce il signor Finotti, lui ha conosciuto l’anziana che è stata vittima di stupro da parte del titolare della casa di riposo lager. La donna sembrava chiedergli aiuto con lo sguardo e lui, nonostante le difficoltà, tentava di tranquillizzarla accarezzandole dolcemente le mani o il volto, una donna che “è una bambina neanche nata, mentalmente“, parole che mostrano come il titolare si sia approfittato della sua evidente infermità mentale per stuprarla.

Il suo racconto è straziante e sua figlia di fronte a questo resoconto orribile ha ammesso: “Noi non abbiamo capito nulla“.

Gli inquirenti adesso indagano anche per un’altra violenza sessuale subita da un’altra degente e per alcune morti sospette all’interno della casa di riposo. Al termine del servizio arriva l’appello del presentatore Tiberio Timperi:”Se potete tenere i vostri genitori a casa, fatelo, grazie!“.