muore crisi respiratoria

Cristiana Capecchi aveva solo 28 anni: pistoiese, è morta domenica sera per una crisi respiratoria che l’ha colta in casa. Inutile la corsa in ambulanza verso l’ospedale, inutili i tentativi di rianimazione. A quanto pare (come racconta Il Tirreno) la giovane era già stata 3 o 4 volte all’ ospedale San Jacopo a Pistoia con difficoltà respiratorie sempre crescenti, ma era sempre stata rimandata a casa.

Ora, l’USL di Pistoia ha comunicato di aver convocato un audit clinico interno per andare a fondo della vicenda e capire se ci sono state delle responsabilità interne.

Non si sentiva tanto bene

Cristiana Capecchi non si sentiva bene da settimane: faceva fatica a respirare e sentiva di avere qualcosa che non andava ma i medici, a quanto pare, l’avevano sempre tranquillizzata.

Domenica sera, però, la situazione è precipitata: una fortissima crisi respiratoria ha convinto la sua famiglia a chiedere un’ambulanza d’urgenza e già nel suo domicilio era stata intubata, condizione in cui era stata tenuta per tutto il tempo mentre veniva portata all’ospedale. Al Dea, purtroppo, i soccorsi immediati non erano bastati a salvarle la vita.

ambulanza imm repertorio

Immagine di repertorio

L’Azienda USL di Toscana Centro ha così raccontato il primo soccorso, in un comunicato stampa: “La giovane è arrivata domenica 24 alle 20.30 al DEA di Pistoia in arresto cardiaco, trasportata dal 118.

Le manovre rianimatorie erano già cominciate al domicilio dove si è resa necessaria l’intubazione e sono proseguite senza interruzione durante tutto il percorso da casa all’ospedale, con l’ausilio della rianimazione automatica grazie al dispositivo Lucas”.

Non c’è stato niente da fare

Sul posto sono intervenuti cardiologo, rianimatole e medici, ma ad un certo punto si sono visti costretti a interrompere le manovre rianimatorie e constatare il decesso della ragazza.

La morte è sopraggiunta per arresto cardiaco. Ora, la USL vuole vederci chiaro: “La direzione sanitaria dell’ospedale inoltre ha segnalato il decesso al rischio clinico aziendale che ha iniziato, secondo le procedure nazionali, i percorsi di analisi del caso. L’Azienda ha richiesto anche il riscontro diagnostico che verrà effettuato giovedì prossimo e a seguito del quale l’Azienda deciderà se procedere con eventuali provvedimenti”.

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