Ancona, baby prostitute per volere dei genitori

I fatti risalgono a 4 anni fa, quando le due sorelle residenti ad Ancona avevano 14 e 16 anni. Entrambe sono state costrette dai loro genitori a diventare baby prostitute per sopperire ai problemi economici della famiglia. La loro è una storia di prostituzione minorile terribile. Grazie ad intercettazioni ambientali è venuta a galla la terribile vita condotta da queste due ragazze: obbligate a concedersi a uomini ultrasessantenni in cambio di 20 o 60 euro, oppure di una ricarica telefonica, a seconda della prestazione sessuale. Due giorni fa, c’è stata l’udienza preliminare che ha visto alla sbarra gli 8 imputati per violenza sessuale, induzione alla prostituzione minorile, tentata o consumata, e, per i genitori, per maltrattamenti in famiglia.

Le baby prostitute

Le due ragazze entrambe non italiane adesso vivono in una struttura protetta e si sono costituite parte civile al processo contro i loro genitori, gli uomini con cui sono state costrette ad avere rapporti e una 20enne bulgara accusata di averle introdotte nel giro della prostituzione.

Ancona, baby prostitute per volere dei genitori

Immagine di repertorio

Le due sorelle avevano 14 e 16 anni quando gli inquirenti scoprirono che erano costrette a prostituirsi, a novembre del 2015.

A destare il sospetto delle forze dell’ordine era stato una tentata violenza sessuale perpetrata da un cittadino marocchino che conosceva la verità sulla loro condizione. Poi, alle forze dell’ordine era arrivata anche una segnalazione. Così, attraverso l’installazione di microspie, gli inquirenti sono riusciti a raccogliere intercettazioni ambientali sufficienti a far scattare gli arresti domiciliari per 2 clienti, che contattavano le ragazze regolarmente al cellulare, e a indagare altre 4 persone, tra cui la 20enne bulgara che le ha intodotte al giro di prostituzione.

Un capitolo a parte è rappresentato dai genitori delle due ragazze che per sopperire alle loro difficoltà economiche hanno costretto le due figlie a diventare baby prostitute.

Le ragazzine erano costrette per loro volere a concedersi a uomini ultrasessantenni in cambio di una ricarica telefonica, di 20 o di 60 euro, in base alla prestazione sessuale.

Ancona, baby prostitute per volere dei genitori

Tribunale di Ancona. Foto: Tribunale di Ancona

L’udienza preliminare

Il 26 febbraio, davanti al gup Paola Moscaroli del Tribunale di Ancona si è tenuta l’udienza preliminare in cui le due giovani vittime si sono costituite parte civile chiedendo 380mila euro di risarcimento agli 8 imputati che dovranno rispondere a vario titolo dei reati di induzione alla prostituzione minorile, tentata o consumata, e di violenza sessuale.

I due clienti messi agli arresti domiciliari nel 2015 adesso sostengono di essere stati sedotti dalle due sorelle.

Inoltre, i genitori delle due ragazze dovranno anche difendersi dall’accusa di maltrattamenti in famiglia: i due non sono stati in gradi di fornire alle due figlie un ambiente idoneo alla crescita e, costringendole a diventare baby prostitute, hanno provocato loro enormi sofferenze psicologiche, fisiche e morali. Purtroppo, il padre delle due ragazze è irrintracciabile ma gli inquirenti sperano di trovarlo entro il 9 maggio, quando si terrà la prossima udienza preliminare.