Caterina torna a sorridere dopo la morte del marito

L’allenatore del Milan primo ospite della puntata di C’é Posta per te andata in onda sabato. La sua presenza è stata richiesta per fare un regalo a due ragazzi che hanno da poco perso il padre.

Caterina e la perdita del marito

Caterina e suo marito avevano 4 figli, nel 2017 sono riusciti a comprare la casa dei loro sogni, ma dopo 6 mesi, il marito muore improvvisamente per infarto. Caterina lo trova steso a terra con accanto uno dei suoi figli che, da allora, non è stato più lo stesso.

Gattuso ascolta la storia di Caterina

Gattuso ascolta la storia di Caterina

Mio marito era il centro della famiglia, sia economicamente ed affettivamente”, come lei stessa racconta, il marito era l’unico uomo della sua vita, “Ancora oggi guardo la porta di casa, sperando di vederlo tornare”.

I suoi figli invece hanno reagito in modi diversi: Vittorio, il più grande è andato a Milano a lavorare e manda i soldi a casa, lui è un estroverso che piange spesso per la perdita del padre. Giuseppe si è chiuso in sé stesso, non piange mai, “è tatutato, fa il duro, ma ha un cuore grande”. Caterina spiega che Giuseppe si sente in colpa perché pensa che se ci fosse stato le cose sarebbero andate diversamente.

L’amore per i figli

Caterina ha chiesto l’aiuto di Maria De Filippi per fare un regalo ai suoi figli più grandi, per ringraziarli, per dimostrare loro l’affetto che prova, per dirgli di quanto è fiera di entrambi per il modo in cui si sono presi cura della famiglia dopo la scomparsa del padre e, soprattutto, per come si relazionano con i due bambini più piccoli.

Gattuso commosso ascolta la lettera di Caterina ai suoi figli

Gattuso commosso ascolta la lettera di Caterina ai suoi figli

Sono cresciuti in fretta, da ragazzi a uomini. Lei spiega che uno dei figli è un super tifoso di Gattuso e del Milan, mentre l’altro, è tifoso del Napoli, ma stima Gattuso perché lo reputa un uomo che è stato in grado di costruirsi un futuro dal nulla.

Tra Gattuso e la famiglia di Caterina c’è inoltre un legame speciale. Come spiega Gattuso le loro famiglie si conoscono perché entrambe originarie di due paesi vicini, Sibari e Corigliano Calabro.

La lettera di Caterina per i figli

Tante le emozioni, quando i due ragazzi sono entrati in studio. “Vittorio, Giuseppe, eravamo una famiglia molto felice”, dice Caterina. “Io ho voi che mi date forza, siete il mio orgoglio, la mia vita”. Caterina promette di voler fare del suo meglio per tornare la mamma che è sempre stata, allegra e sorridente. “Papà se ne è andato con tanti pensieri e mille cose da dire, rimandava sempre, aspettando il momento giusto che non è mai arrivato”.

Vittorio e Giuseppe a C'è posta per te

Vittorio e Giuseppe a C’è posta per te

Nella sua lettera, Caterina ricorda le parole del marito nei confronti dei figli, il primo è Vittorio: “Lui pronunciava i vostri nomi con tanta soddisfazione e fierezza. (…)Vittorio, di te papà andava orgoglioso, eri quello che studiava di più, ti vedeva già all’università, e avrebbe fatto i salti mortali per mandarti all’estero. Ti immaginava lavorare nella ditta di famiglia come commercialista, il primo dottore in casa. Papà diceva che da lui hai preso il gusto di vestirti bene”.

In Giuseppe il padre riveveda sé stesso. “Tu e lui vi somigliate tanto nell’aspetto, tranne gli occhi, li hai presi da me. Ma amava tanto quegli occhi. La sua più grande soddisfazione era che amavi il suo lavoro. A volte con una scusa ti lasciava solo e ti osservava da lontano con ammirazione. (…)I suoi insegnamenti sono il vostro tesoro più prezioso. Non so dirvi qunado, non so dirvi come, ma giuro che ce la farò“.

L’incontro con Gattuso

Entrato in studio, l’allenatore del Milan, che, abbracciando i due ragazzi si complimenta con loro e Caterina per il loro immenso coraggio e la loro forza: “So che è dura, non è facile.

Io penso che vostra mamma abbia avuto tantissimo coraggio, soprattutto per la sua giovane età. Hai perso tuo marito, ma hai tuoi figli che hanno bisogno di te”. Dice rivolgendosi prima a Caterina. “Vostra madre ha bisogno di voi, siete una famiglia”.

Gattuso abbraccia i due fratelli

Gattuso abbraccia i due fratelli

Riferendosi al sogno dei ragazzi di riprendere in mano l’attività di famiglia, Gattuso parla da vero allenatore: “Nella vita bisogna crederci, è ingiusta tantissime volte, ma bisogna avere passione e coerenza. Bisogna andare avanti e credere fortemente in quello che si fa, sembrano frasi fatte, ma è la verità”. Il tecnico del Milan ha poi donato ai ragazzi il denaro per aiutarli a rimettere in piedi l’azienda. “Provare a ricordare vostro padre per quello che faceva è importante, perché i ricordi e le origini sono importantissimi”. Dice Gattuso, ricordando con affetto la sua infanzia: “Ho lasciato casa che avevo 13 anni per giocare a calcio, ricordo mio padre che costruiva le barche, quel ricordo è incredibile”.