davide-astori

Il 4 marzo 2018, in un albergo di Udine, moriva l’attaccante Davide Astori, all’età di 31 anni, in seguito ad un arresto cardiaco. Il calciatore militante, nel ruolo di capitano, nella Fiorentina lasciava una compagna, Francesca Fioretti, e la loro bambina di appena 2 anni, Vittoria.

Domani, 4 marzo 2019, ricorre il primo anniversario dalla sua morte. Se lui non c’è più la sua memoria, nel mondo del calcio, è ancora viva e forte.

Un anno senza Davide

L’inaspettato decesso di Astori ha avuto un impatto sconvolgente sullo sport in Italia. Per mesi sono cercate delle risposte, per si è cercato di farsene una ragione.

Il lutto ha colpito in maniera profonda soprattutto le squadre in cui il calciatore ha giocato. Per questo dopo la sua scomparsa, sia il Cagliari che la Fiorentina, hanno deciso di ritirare la maglia numero 13 per sempre.

astori davide 13

In questa domenica, in cui cade il primo anno senza Davide in campo, tutte le partite di campionato si fermeranno al tredicesimo minuto, proprio per onorare la sua memoria. Secondo la decisione stabilita dalla Lega Calcio, in ogni campo oggi, durante il memoriale, sarà proiettata la sua immagine per 13 secondi. 13 il numero ricorrente, divenuto ormai simbolo di Astori, che quel numero lo ha portato sulle spalle come una missione.

Tutti gli articoli su Davide Astori

Il dolore di chi resta

Per mesi, dopo la morte del suo compagno, Francesca Fioretti si è ritirata in un doloroso silenzio. In ottobre, la madre della piccola Vittoria Astori ha preso la sua decisione. Il vuoto lasciato da Davide è incolmabile, non si potrà mai riempire, ma la vita va vanti, una vita che pulsa e che cresce negli occhi della loro bambina. “La vita deve ricominciare. Ce la metterò tutta, per Vittoria e per Davide, che era felicissimo di essere diventato papà” ha dichiarato la Fioretti qualche mese fa.

Ed eccola in alcuni scatti recenti, pubblicati da Vero, mentre mangia e sorride alla figlia, in un locale di Milano.

Davide Astori e Francesca Fioretti

Intanto la madre di Davide è ancora in cerca di risposte concrete, che possano dare un senso a questa assurda tragedia. “Ne ho altri due, di figli, sono una madre, ho il dovere di essere forte anche per loro. Quella mattina io e mio marito dovevamo andare alla messa e poi a votare, che c’erano le elezioni. Io però mi sveglio e ho le braccia come paralizzate, fredde, il corpo vuoto, una sensazione che non avevo mai provato in vita mia.

Non sapevo nulla, ma sapevo già tutto“.