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Si torna a parlare della tragedia del piccolo Julen, il bimbo caduto in un pozzo di un terreno a Totalàn, vicino a Malaga (Spagna) il cui cadavere è stato recuperato 13 giorni dopo, al termine di una disperata operazione di soccorso che purtroppo non ha avuto l’esito sperato.

L’unico indagato, al momento, per quella morte, è il proprietario del terreno in cui si trova il buco: si tratta di David Serrano, che è anche un parente della famiglia del piccolo. L’uomo si trova ora a difendersi dall’accusa di omicidio colposo e per farlo lancia alcune accuse decisamente pesanti: la difesa di Serrano, infatti, sostiene che sia stato uno degli strumenti usati durante i soccorsi a causare la morte del piccolo, e non la caduta nel pozzo.

Dubbi sulla gestione dei soccorsi

Il corpo del piccolo Julen era stato appena riportato in superficie e già si erano levate polemiche sul modo in cui erano stati gestiti i soccorsi: era stato Jesus Maria Flores, architetto, a dire pubblicamente che le operazioni di soccorso avevano presentato più di una criticità. Anche se l’associazione degli architetti di Malaga si era dissociata da tali dichiarazioni, Flores era rimasto sulle sue posizioni ed è proprio lui che ha steso il report che in questo momento è sotto esame presso il tribunale di Malaga.

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David Serrano (fonte: EFE)

Il reparto si basa sull’ipotesi che a ferire letalmente Julen sia stato un piccole con una camera attaccata in cima, utilizzato nei primi giorni dei soccorsi. Era già stato riportato di come in cima allo strumento fosse stato ritrovato un piccolo ciuffo di capelli di Julen, e che il piccone aveva accidentalmente rotto il sacchetto di caramelle che il piccolo stringeva tra le mani al momento della caduta. A quanto pare, alcuni del capelli ritrovati sembrerebbero strappati e recisi di netto e le ferite che sono state ritrovate sul cranio del piccolo sembrerebbero essere compatibili con lo strumento.

In un primo tempo si era pensato che quelle lesioni potessero essere generate dalla caduta, ma secondo il reparto è estremamente improbabile che il piccolo abbia sbattuto la testa, perché il buco era molto stretto.

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Il report: “Lesioni su testa e cranio”

Europa Press, come riportato da El Paìs, è riuscita ad ottenere il report, che infatti recita: “L’uso di un piccone, 10 colpi totali, tra le 5.30 e le 9.00 pm nel giorno dell’incidente, è l’unica cosa che potrebbe aver causato le lesioni sulla testa e il cranio del minore”. E, ancora: “Il fatto che 8 capelli appartenenti al minore siano stati trovati in cima al piccone l’ultima volta che è stato rimosso, 3 di questi ancora con le radici, ci porta a chiederci: quale altra ipotesi diversa da un impatto diretto con la testa del minore potrebbe spiegare la presenza di tali resti biologici in cima al piccone?”.

Accusa e difesa, ad ogni modo, avrebbero escluso totalmente l’assenza di dolo nel caso. Serrano, pubblicamente, aveva anche detto: “Pensavo che il piede di qualcuno sarebbe potuto scivolare lì dentro e rompersi, ma non ho mai pensato che un bambino potesse entrarci“.

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I genitori di Julen (Fonte: AFP)