Morte Astori: due medici indagati per la morte del capitano della Fiorentina

Ieri l’omaggio su tutti i campi, tra lacrime e commozione di chi era in campo e di chi era fuori. Ora arriva anche la commovente lettera di Anna e Renato Astori, i genitori di Davide. Oggi è 1 anno dalla morte del calciatore, da quel 4 marzo, quando nella sua stanza di  albergo a Udine veniva ritrovato morto all’età di 31 anni, in seguito ad un arresto cardiaco.

Un anno senza Davide Astori

Un anno senza Davide non si può raccontare. Non esistono le parole, ma forse neanche servono, perché in fondo quello appena passato è stato un anno CON Davide, in un modo diverso e che non avremmo mai voluto scoprire, ma comunque insieme a nostro figlio“, sono queste le prime parole dei genitori di Davide Astori, Anna e Renato.

Hanno scritto e diffuso una lettera per ricordare Davide, ancora impresso nella mente di tutti ad un anno dalla morte. “Ecco, insieme è la parola che vorremmo pronunciare più forte, ma non possiamo. La nostra voce oggi non è più quella che Davide ha sentito sin da bambino e forse adesso farebbe fatica a riconoscerla, perché il dolore l’ha cambiata per sempre. Per questo non riusciamo a leggere questa lettera e affidiamo a voi i nostri sentimenti, così come tanti amici hanno fatto in questi giorni in cui il ricordo si è fatto inevitabilmente più intenso“.

La maglia numero 13, mostrata con orgoglio, per salutare Davide Astori

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Nessuno dimentica Davide

“Per noi Davide non è un ricordo che si attenua o si riaccende a seconda delle circostanze: Davide è una presenza, è vicino a noi ogni istante”, spiegano i genitori. Poi ricordano quanti in questi mesi non si sono dimenticati del capitano della Fiorentina, e non se ne sono ricordati solo in questi giorni: “Tanti in questi mesi ci hanno detto che il nostro Davide era speciale, dotato di una gentilezza rara, spesso disarmante.

Ed è vero. Davide non doveva sforzarsi per esserlo, è sempre stato così, sin da bambino: naturalmente, istintivamente, gentile. Ma guai a scambiarla per debolezza o remissione: era la sua forza. Davide era fortissimo, era la roccia a cui aggrapparci. Per questo noi oggi cerchiamo di essere forti come lui, ma soprattutto come lui ci vorrebbe“. Poi una preghiera o una speranza: “Continuate a ricordarlo e non stancatevi di raccontarlo. Rivederlo sorridere in una foto, osservarlo correre nelle immagini, sentirlo nei vostri aneddoti non ci fa soffrire: per noi è come riabbracciarlo ogni volta“.

Davide Astori e Francesca Fioretti