ilva

La battaglia di Federico, il bambino di Taranto morto a 9 anni nel 2014 per un neuroblastoma, è la battaglia di tutti coloro che ancora oggi, nella città dove risiede l’ex Ilva oggi ArcelorMittal, non si arrendono e continuano a lottare. Lo scorso 25 febbraio in molti si sono uniti alla fiaccolata che ha voluto ricordare i bambini morti a causa dell’inquinamento prodotto senza controlli nella città di Taranto. Alcuni cartelli ritraevano le foto dei più piccoli con la scritta “Io dovevo vivere“. Nel frattempo sui social torna virale il disegno fatto proprio da Federico, prima di morire, che ritrae le ciminiere dell’Ilva e un fumo nero con le mani e i denti di un mostro.

Sotto una frase agghiacciante: “Papà uccidi il mostro“.

Il disegno di Federico, morto di tumore

Federico era un bambino come tanti, colpevole solo di essere nato in un luogo dove gli interessi economici e industriali sono più forti delle vite umane. Taranto, una città bellissima che purtroppo da molti anni è ricordata sopratutto per quello che Federico ha dipinto come un mostro nel suo disegno, l’inquinamento prodotto dalla fabbrica dell’ex Ilva.

rosella balestra federico

Il disegno di Federico prima di morire di tumore a 9 anni raffigurante il mostro da uccidere, per l’appunto, l’Ilva di Taranto

Un disegno che ha fatto il giro del web, soprattutto quando, nel 2014, Federico aveva ceduto alla terribile malattia contratta a causa di quell’inarrestabile inquinamento.

Oggi è tornato virale, soprattutto grazie a Rossella Balestra, la coordinatrice dell’ex comitato Donne per Taranto. Lei aveva ascoltato le preghiere di un padre disperato e sempre lei, oggi, ripropone quelle sofferenze per non dimenticare, non perdere la speranza e neanche la forza di lottare.

rosella balestra federico

Il post pubblicato su Facebook da Rosella Balestra in cui racconta la storia del piccolo Federico, morto di tumore a soli 9 anni.

Fonte/Facebook Rosella Balestra

La malattia di Federico, il coraggio di un bambino

Federico aveva avvertito i primi sintomi della malattia nel 2010, nel 2011 arrivò la diagnosi di un neuroblastoma che, nonostante le cure incessanti, non gli avrebbe lasciato scampo fino al 2014, anno della sua morte. In uno dei tanti ricoveri aveva fatto quel famoso disegno e lo aveva lasciato sul comodino.

Impianto siderurgico Ilva di Taranto

Impianto siderurgico Ilva di Taranto. Credits: ANSA

Il papà si era rivolto a Rossella Balestra e, allegando il disegno, aveva scritto una lettera. Le sue parole erano disperate: “Lo tengo fra le mani e sento di averlo tradito, il mostro è là ed è più forte che mai. Cosa gli dirò domani quando lo riabbraccerò? Che il mostro è ancora lì e che io, il suo eroe, non sono riuscito a sconfiggerlo?”. Parole che riecheggiano senza fine, anche oggi che Federico non c’è più. Sono questi i motivi per non dimenticare, continuare a lottare e sperare in un futuro migliore, più giusto e pulito. In nome di Federico e di tutti i bambini che hanno perso la vita per tutto questo.

(Immagine in alto: Il disegno di Federico. Credits: Facebook)