Sfortuna

“Quando ci siamo fidanzati qualcuno mi aveva messo in guardia, ma io ho pensato che fosse solo l’ignoranza a farli parlare…e invece non era così”. Parla così Layla (nome di fantasia) di suo marito, a pochi giorni dall’ufficializzazione suo divorzio. Sposata da otto mesi, in Egitto, dopo alcuni episodi ha iniziato a credere che il marito portasse sfortuna. Dopo il lieto evento, con il passare delle settimane, sarebbero cominciate ad accadere delle cose strane (o almeno, come sostiene la donna).

Dopo il matrimonio, gli oggetti hanno iniziato a rompersi da soli

Le cose si rompevano da sole, i vestiti si strappavano senza un apparente causa reale.

Anche durante i festeggiamenti delle loro nozze, “era scoppiato un corto circuito che ha rovinato il giorno più bello”. Sembrava un semplice incidente, cose che succedono, ma il ripetersi di eventi simili ha insospettito la donna. “Un giorno ho comprato un vestito bellissimo. Tornata a casa l’ho fatto vedere a lui, ha detto che sarebbe stato perfetto per me. Il giorno dopo l’ho indossato e si è praticamente rotto in più parti, in maniera stranissima, tanto da doverlo buttare”, aggiunge Layla, che ha riportato questi e altri episodi come motivazione per chiedere il divorzio.

“Non potevo più andare avanti così”

La giovane confessa di non averci creduto fin da subito, di aver cercato di allontanare pensieri simili quando sopraggiungevano. Ma casualmente, gli eventi “sfortunati” accadevano sempre in presenza del marito. Così, si è sentita messa alle strette. Ribadisce che non sarebbe più stata in grado di andare avanti così. Che sia effettivamente così, o meno, da prima di Layla esiste una lunga tradizione napoletana che crede fermamente nella sfortuna. Parole come malocchio e jettatura sono caratterizzanti di certe credenze ben radicate nella mentalità partenopea.

 Secondo alcune credenze popolari ci sono delle donne, quasi sempre anziane, che assicurano di possedere la capacità di scoprire se una persona è vittima del malocchio e di eliminarlo .