moglie sebastiano tusa

In questi ultimi due giorni sono tantissimi coloro che hanno espresso il loro cordoglio per le vittime italiane del disastro aereo di Addis Abeba. In particolare, in molti hanno espresso solidarietà alla famiglia di Sebastiano Tusa, assessore alla cultura della regione Sicilia e archeologo. Ora, a ore dalla tragica notizia, giungono le dolorose parole dei familiari di Tusa, che si trovano ad affrontare un lutto improvviso e traumatico.

Un dolore senza preavviso

A parlare in primis è stata la moglie dell’assessore, Valeria Li Vigni, intervistata da Il Corriere della Sera. L’assessore aveva promesso di chiamare la moglie appena atterrato dopo il decollo di sabato sera, ma la moglie si era svegliata la domenica senza alcun segnale o avviso da parte del marito: “Appena atterro ti chiamo e ti sveglio, mi aveva detto sabato sera, da Fiumicino, sull’aereo in partenza per Addis Abeba.

E invece la domenica è cominciata muta, senza nemmeno un messaggio”. I brutti pensieri erano arrivati subito: “Avevo un presentimento cupo. Anche se gli amici incontrati a messa dicevano di non preoccuparmi perché le cattive notizie arrivano subito. Ed è arrivata, distruggendo la mia vita”.

Una “beffa del destino”

Valeria Li Vigni ha parlato di brutti presentimenti: È partito triste.

Ma aveva un senso profondo del dovere, dell’archeologia come messaggio di pace, cemento fra i popoli e le loro storie”. Quando è arrivata la tragica notizia, è sembrato alla donna l’avverarsi di un presentimento nefasto: “Era la conferma definitiva di una paura che adesso mi pare maturasse da tempo dentro di me. Fa male sapere che insieme, i due coniugi avevano sconfitto tante battaglie: “È finito tutto così, con una beffa del destino, dopo la felicità di avere superato una malattia e due operazioni ai polmoni”. Ora, rimane una sola speranza: “Spero di avere almeno una tomba su cui piangere”.

sebastiano tusa
Sebastiano Tusa

Il figlio: “Dedizione per la sua terra”

A ricordare l’assessore è anche suo figlio, Andrea Tusa, il cui ricordo compare su Adnkronos: “Mio padre, e sono in tanti a dirlo, era la persona più forte che io abbia mai conosciuto nella mia vita, la persona più determinata e convinta di quello che faceva”. Molte le parole sulla sua passione per la Sicilia: “Non ho mai conosciuto nessun altro che avesse una dedizione per la sua terra e il lavoro che faceva, nonostante le problematiche che interessano la nostra terra e le condizioni e le persone che gli mettevano i bastoni tra le ruote“.