Le offrono un lavoro da babysitter ma la trasformano in una schiava del sesso

Prato – Il 14enne e la sua famiglia hanno accusato l‘insegnate di ripetizioni di abusi. Il caso è scoppiato qualche giorno fa, sconvolgendo l’opinione pubblica. La donna ha anche partorito qualche mese fa e sembra che avesse detto al ragazzino di essere lui il padre del neonato. Ora è arrivata la risposta dell’esame del Dna fatto per stabilire la paternità del bambino.

La paternità del bambino

Quella mossa contro di me è un’accusa terribile. Sono scioccata e non vedo l’ora di essere interrogata per chiarire tutto con i magistrati. Sono innocente e lo dimostrerò“, aveva dichiarato l’insegnante al Corriere della Sera appena qualche ora fa, prima di essere interrogata.

Alle 17 è arrivata in Procura a Prato, accompagnata dal marito. Fino a qualche ora si diceva che quello della donna potesse essere un “disperato espediente della donna per incatenare il minore alla sua vita“, minore da cui pare fosse ossessionata. Ma ora che sono arrivati i risultati del DNA la storia prende un’altra piega.

Immagine di repertorio

I risultati del test del DNA

Proprio in questi ultimi minuti circola la notizia che l’esame del Dna avrebbe confermato che la paternità del neonato, nato nell’autunno del 2018, è da attribuire al 15enne che ha denunciato la sua insegnante.

Naturalmente, se fosse confermato, questo cambierebbe molte cose e ora non resta che attendere. Uno degli avvocati della professoressa, Mattia Alfano, aveva rivelato: “I campioni del test sono stati eseguiti e i risultati ci saranno a ore: la verità dei fatti secondo noi prescinde da questo risultato ed è per questo che abbiamo chiesto che sia sentita subito dagli investigatori“, riporta Repubblica.

I messaggi

Dove sei?“, “Rispondimi“, “Perché non rispondi?“: questi sarebbero solo alcuni dei messaggi che la professoressa inviava al giovane alunno e potrebbero essere se confermati una importante pedina per stabile l’ossessione della donna nei confronti dell’alunno.

Sarebbe stato proprio il ragazzo a ripetere agli investigatori che la donna non lo lasciava mai in pace. Ora bisognerà controllare se dei messaggi sono stati cancellati e quale era il loro contenuto per meglio ricostruire tutta la storia.

Telefono cellulare
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