Una bimba di 11 anni argentina vittima di stupro è stata costretta a partorire: sua figlia è morta

È morta la figlia della bimba di 11 anni argentina che è stata obbligata a sottoporsi a un parto cesareo nonostante avesse richiesto, sostenuta da sua madre, di abortire. La bambina è stata vittima di violenze sessuali da parte del compagno 65enne della nonna materna e per questo motivo era rimasta incinta. Per le leggi dell’Argentina, la piccola aveva diritto a interrompere la gravidanza perché vittima di violenze sessuali ma, nonostante avesse denunciato gli abusi subìti, non le è stato permesso di abortire. Ora, la figlia dell’11enne è morta: pesava solo 600 grammi ed era nata prematuramente, alla 24esima settimana di gestazione.

Morta la figlia dell’11enne

La figlia della bambina di 11 anni argentina costretta a subìre un parto cesareo contro la sua volontà è morta per complicazioni seguite alla sua nascita. L’ospedale Eva Peròn di Buenos Aires, che si trova sotto accusa da parte di un gruppo di avvocati per aver impedito l’aborto alla bambina, ha diramato un comunicato in cui spiega: “Informiamo che, nonostante tutte le cure fornite, la bimba ha sofferto una grave complicazione respiratoria che non le ha lasciato scampo“.

La bimba era nata il 27 febbraio scorso ed era stata ricoverata in terapia intensiva perché nata prematuramente.

Una bimba di 11 anni argentina vittima di stupro è stata costretta a partorire: sua figlia è morta

L’ospedale Eva Peròn. Foto: Twitter

La sua vita è finita in quel reparto, appena 9 giorni dopo la sua nascita, l’8 marzo, durante la Giornata internazionale della donna. Insieme all’ospedale, sotto accusa è anche l’avvocato d’ufficio della bambina di 11 anni che non avrebbe presentato una richiesta legale d’interruzione di gravidanza per la piccola, dopo la denuncia delle violenze sessuali subìte dal compagno 65enne della nonna materna, sporta il 6 febbraio scorso.

Accusato di violenza sessuale aggravata, il 65enne è stato arrestato e ora si trova in carcere.

L’aborto non consentito

In Argentina, l’aborto è permesso solo quando la donna è stata vittima di violenza sessuale o quando la gravidanza mette a rischio la vita della madre del bambino, negli altri casi è illegale e si rischiano 4 anni di carcere. I medici dell’ospedale Eva Peròn avevano rifiutato di praticare l’interruzione di gravidanza alla bambina di 11 anni e, appellandosi inizialmente all’obiezione di coscienza, hanno rimandato l’aborto per un mese.

Poi, hanno sfruttato alcuni cavilli burocratici per costringerla a mettere alla luce la figlia, praticandole un cesareo dopo appena 24 settimane di gravidanza.

Una bimba di 11 anni argentina vittima di stupro è stata costretta a partorire: sua figlia è morta

Proteste in Argentina per rendere legale l’aborto.

I medici sono stati denunciati anche perché era stata comprovata la pericolosità della gravidanza per la bambina, un altro motivo, dopo gli abusi sessuali subìti e in seguito ai quali è rimasta incinta, per consentirle di abortire, come ha spiegato ai microfoni del giornale spagnolo 20minutos.es Soledad Deza, esponente dall’associazione femminista Catolicas por el Derecho a Decidir y Mujeres X Mujeres. La bambina di 11 anni non voleva assolutamente dare alla luce sua figlia ed era disperata al punto di aver tentato di uccidersi due volte.

La piccola aveva chiesto ai dottori: “Toglietemi quello che mi ha messo dentro quel vecchio“. La bimba è residente nella provincia di Tucumán, oggetto di critiche da parte delle attiviste in quanto unica provincia dell’Argentina a non essersi nemmeno “adeguata alle norme previste dalla legge nazionale 25673, secondo le quali il sistema sanitario dovrebbe fornire gratuitamente anticoncezionali“, come ha riferito l’attivista Soledad Deza.