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Il regista Pino Flamini, negli annunci e dal vivo, sul set, si faceva chiamare “Il Maestro”. Sul web le sue opere cinematografiche si trovano facilmente su YouTube: Io vivo a Tor Bella Monaca, Là nel castello, Petali di Rosa. Gli archivi della procura di Roma, invece, attualmente il nome del “Maestro” è legato a un concetto ben lontano dall’ambiente cinematografico: “violenza sessuale aggravata”. A quanto pare, infatti, il regista è accusato di aver stuprato 5 ragazze durante alcuni provini fittizi organizzati nella sede della sua associazione in via Anastasio, a Roma.

Annunci per aspiranti attrici

Gli annunci per la ricerca di aspiranti attrici sono ancora leggibili su internet: Pino Flamini diceva di cercare attrici di “bellissima presenza” disposte a recarsi in via Anastasio per un “colloquio conoscitivo”.

C’era, negli annunci, anche un’inquietante raccomandazione: Non contattare direttamente o telefonicamente le produzioni (salvo se specificato il contrario), attenetevi solo ed esclusivamente alle modalità di candidatura descritte negli annunci”.

violenza femminicidio
*immagine di repertorio

Finto stupro? Vera violenza

A quanto pare, le ragazze si recavano al provino dove veniva chiesto loro di inscenare una scena di stupro, in cui la parte dell’aggressore veniva interpretata proprio da Flamini.

Peccato che la finzione non durasse molto: in almeno 5 casi, infatti, il finto stupro sarebbe diventata una vera violenza sessuale. In 3 di questi casi si trattava di ragazze minorenni. La violenza veniva peraltro filmata: i video sono stati ritrovati (benché fossero stati in precedenza cancellati) nella memoria del pc di Flamini. Le ragazze hanno testimoniato gli stupri, ma la denuncia vera e propria è arrivata da parte di due ex collaboratori del regista 69enne. Gli episodi di violenza sarebbero avvenuti tra il 2011 e il 2018.

L’uomo, arrestato pochi giorni fa, è ora agli arresti domiciliari.