danilo toninelli ansa

Danilo Toninelli lancia la bomba a Brescia: dopo anni di posizioni contrarie alla Tav (quella della Val di Susa piemontese così come quella veneta tra Brescia e Verona), l’altro giorno ha dichiarato che l’opera veneta si farà e sono anche ben chiare le tempistiche.

La notizia è arrivata inattesa a Brescia, nell’incontro pubblico (presenti proprio Toninelli e il Presidente Giuseppe Conte) a Valeggio sul Mincio per l’inaugurazione dello stabilimento Fincantieri Infrastrutture, che si occuperà dei materiali per il ponte Morandi. A riportarlo è la testata locale L'Arena.

Da No-Tav a Pro-Tav?

Solo lo scorso settembre, i toni toninelliani erano ben diversi: le opere del Tav e del depuratore venivano definite “vecchie e superate” e dal ministero delle infrastrutture si tuonava: "Non si muoverà foglia senza l’ok del ministero: ogni atto contrario sarà ritenuto ostile e quindi bloccato".

I toni dell’altro giorno a Valeggio sul Mincio sono dunque molto differenti: sembra che l’ultima analisi costi-benefici abbia convinto il ministro del governo giallo-verde che, inserito nella scia di volontà rinnovativa e di “shock” annunciato da Salvini per quanto riguarda progetti e infrastrutture, sul Tav Brescia-Verona dice: "Con l’analisi costi benefici, che è praticamente pronta e che non ha causato un solo giorno di interruzione nella procedura, la Brescia-Verona sarà resa efficiente e sostenibile, nel pieno rispetto dei soldi dei cittadini e dell’interesse pubblico".

Banca Carige salvata
Il Premier Giuseppe Conte. Foto: Adnkronos

Il governo è pro-cantiere

Toni entusiastici anche da parte di Giuseppe Conte, che ribadisce: “Dobbiamo avviare opere nuove ma che servano veramente al Paese e agli interessi dei cittadini: con Toninelli gireremo cantieri non per photo-opportunities ma per mappare il Paese e verificare le criticità”.

Da parte di Toninelli un cenno alla questione Morandi-infrastrutture: "Il Governo continuerà a esserci con la massima attenzione in ogni fase dei lavori, e per sbloccare e aprire nuovi cantieri e lo farà semplificando norme che hanno complicato la vita, e con un piano straordinario di manutenzione dell’esistente, perché tragedie come quella di Genova non succedano più”.



Manca ancora una replica ufficiale a tali dichiarazioni da parte del movimento No Tav Brescia, che lo scorso 3 marzo ha annunciato di aver incontrato una delegazione del ministero dell’ambiente. In quell’occasione, come riportato sui social, il movimento No Tav ha “rimarcato con forza, che in caso di approvazione politica, gli espropri e lo sfregio al territorio saranno responsabilità dei partiti di governo”.