Corrado Guzzanti

Una truffa da 900mila euro ha rischiato seriamente di rovinare la vita a Corrado Guzzanti, l’attore comico di Avanzi. Guzzanti è stato infatti vittima, alcuni anni fa, di una truffa di cui è accusato Valerio Terenzio Trigona, manager della sua azienda Ambra srl ed ex amico dell’attore.

Attualmente si sta tenendo il processo ai danni di Trigona e Guzzanti, parte lesa, si è ritrovato in aula a parlare del trauma più cocente della sua esistenza. A raccontare la vicenda è Il Corriere della Sera.

Il controllo di quasi tutto il patrimonio

Tutto, a quanto pare, sarebbe cominciato nel momento in cui Trigona ha preso il controllo della gestione economica di Ambra srl.

I due si conoscevano dal 1994 e Trigona aveva una reputazione come manager dei guadagni di vari artisti di grido: al tempo, Guzzanti aveva deciso di affidare all’amico parte dei suoi introiti che, quanto avrebbe detto Trigona, venivano investiti in bund tedeschi. Ai tempi, a quanto racconta in aula, Guzzanti si era affidato con piena fiducia all’amico, per cui lo aveva delegato a procedere più o meno su tutta la linea sul fronte economico: dal canto suo, Trigona avrebbe mostrato a Guzzanti dei rendiconti che mostravano grandi guadagni originati dagli investimenti.

Guzzanti doveva inoltre versare dei soldi su un conto utilizzato per le spese ed è anche successo che Trigona lo convincesse a rimpinguare il conto di un’azienda, la Kipli Entertainment, di sua proprietà e che aveva degli scoperti. A tutelarlo, ci sarebbe dovuta essere una fideiussione da 230mila euro.

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Corrado Guzzanti che imita Funari (Fonte: sito di Corrado Guzzanti)

Era tutto falso

Invece, non era vero niente. Non erano veri i bund tedeschi, che non esistevano. Non era vero che il conto veniva usato per liquidità: i soldi finivano a Trigona. Non era vera neppure la firma di Corrado Guzzanti, che Trigona falsificava per poter fare assegni circolari e bonifici a suo vantaggio.

non tornano indietro i soldi della fideiussione e la banca comincia ad inviare solleciti, prontamente nascosti da Trigona, a quanto parrebbe. in poco tempo Guzzanti si ritrova coperto di debiti: 900mila euro di erario e un decreto ingiuntivo da parte della banca, che gli pignora la casa che possiede in quartiere Prati a Roma. Guzzanti finisce in ginocchio.

Un contraccolpo emotivo enorme

Il contraccolpo non è solo sul lato economico, come racconta Guzzanti con dolore in Tribunale: “Per un lungo periodo ho avuto difficoltà a dormire per gli incubi e gli scoppi di pianto nel sonno”.

Le difficoltà erano quotidiane, anche fare la spesa era diventato un problema. Poi, la lenta rinascita: “Questa cosa mi imbarazza ma per fortuna, grazie alla mia compagna che mi è rimasta sempre vicina a farmi coraggio, con molta lentezza ho ripreso a vivere. Nel 2014 me la sono cavata con due o tre lavori che mi hanno permesso di guadagnare abbastanza per pagare le tasse e la casa e sono stati come una specie di terapia per ripartire. Poi nel 2015 è arrivato un nuovo progetto”.

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Corrado Guzzanti e Marco Mazzocca (fonte: Guzzanti)

Il trauma per la truffa subita per colpa di una persona nella quale riponeva così tanta fiducia è enorme ed è Guzzanti a ricordarlo: “Ogni volta che viene pronunciato il suo nome è una pugnalata al cuore.

Il trauma emotivo, posso dire ora a cinque o sei anni di distanza, è stato più forte di quello economico e finanziario”. In processo, la truffa contestata a Trigona (e a Cesare Vecchio, suo collaboratore e complice) ammonta a 400mila euro.