Sono settimane difficili per il Primo Ministro britannico Theresa May, dopo la cocente sconfitta del no all’accordo al quale ha lavorato negli ultimi mesi, per facilitare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ora sembra aver ottenuto una piccola vittoria.

Il governo ha infatti incassato un via libera dal consenso schiacciante alla richiesta di un rinvio di 3 mesi della data di uscita dall’Unione.

Brexit: Westminster ha detto sì

Dopo la bocciatura dell’emendamento che richiedeva un secondo Referendum per annullare definitivamente la fuoriuscita dall’Europa, con 85 voti a favore e 334 contrari. La Camera dei Comuni ha votato, con larga maggioranza, al rinvio breve della data ufficiale di uscita, ovvero passare dal 29 marzo al 30 giugno.

Theresa May. Credits: Ansa

Theresa May chiede 3 mesi per prendere tempo e cercare di ottenere un voto di maggioranza. Nei primi giorni della prossima settimana, tra martedì e mercoledì è previsto un voto sull’accordo. A quel punto si apriranno due scenari possibili.

I due scenari possibili

Sono due gli scenari possibili a seguito di quanto accaduto oggi. Il primo, riguarda la votazione che si terrà la prossima settimana: Theresa May ripresenterà alla Camera dei Comuni il famoso Deal, bocciato il 15 gennaio scorso, con alcune note di chiarimento, soprattutto per quanto riguarda la questione irlandese. Se l’esito del voto sarà positivo, il Primo Ministro chiederà il rinvio per varare tutta la legislazione di ratifica. Bruxelles darebbe il via libera poiché questa soluzione non entrerà in contrasto con le votazioni.

Le proteste di fronte a Westminster. Credits: The Social Post

Nel secondo scenario, quello che vede una nuova bocciatura del Deal, soprattutto da parte dei conservatori più radicali, Theresa May dovrà recarsi a Bruxelles per chiedere più tempo. Un'eventualità che, a detta del Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, prevederà tempistiche più lunghe, proprio perché si accavallerà con le elezioni europee. Il Primo Ministro britannico dovrà attuare una strategia che la porterà ad acquisire consenso; inoltre il rinvio sarà acconsentito solo se Londra farà un passo indietro su tutti quei punti che fanno parte della cosiddetta linea rossa, come ad esempio l’uscita dall’unione doganale.

Il commento del Presidente Trump e di Bruxelles

Una situazione che resta complicata, una scelta difficile, un accordo poco facile che potrebbe portare ad un nuovo referendum se non addirittura ad un accordo peggiore. Intanto il Presidente americano Donald Trump ha commentato negativamente il lavoro di negoziato svolti da Theresa May: “Non ha ascoltato i miei consigli” ha detto il Presidente durante un incontro con il Primo Ministro irlandese Leo Varadkar, Trump ha rimarcato la volontà degli Stati Uniti di restare fuori dalla vicenda, ma non ha mancato di sottolineare che a suo parere gli accordi dovevano essere portati avanti in maniera diversa. E che lui aveva fatto presente alla May come li avrebbe portati avanti al suo posto.

Europeisti di fronte a Westminster. Credits: The Social Post

In una nota dirmata da un portavoce del Parlamento Europeo, Bruxelles ha specificato che il rinvio della scadenza non sarà automatico. Spetterà ai 27 membri decidere con voto unanime.